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MO: GIORNALISTI USA, ANCORA PUNTI OSCURI IN VICENDA
(di Lorenzo Trombetta). (ANSAmed) - BEIRUT, 10 OTT - Una serie di interrogativi senza risposta lascia una ombra sul lieto fine della vicenda dei due giornalisti Usa prima scomparsi in Libano e poi ricomparsi in Siria dove sono stati fermati con l'accusa di essere entrati illegalmente nel Paese. Taylor Luck e Holli Chmela, di 23 e 27 anni e giornalisti del Jordan Times di Amman, sono oggi tornati ''sani e salvi'' a casa nella capitale giordana alle prime ore del mattino. Ieri sera, dopo nove giorni dalla loro scomparsa, erano stati rilasciati dalle autorita' siriane e consegnati ai funzionari dell'ambasciata Usa a Damasco. Al suo arrivo nella capitale giordana, Luck ha raccontato all'ANSA la sua versione dei fatti, che contrasta pero' con quella ufficiale siriana. Damasco ha accusato i due di essere entrati illegalmente nel paese ''con l'aiuto di un contrabbandiere''. ''Giunti nei pressi del confine libano-siriano - ha detto stamani Luck - il tassista e un suo complice hanno tentato di rapinarci, ma subito dopo e' sbucato un veicolo militare dal quale sono scesi alcuni soldati. Ci hanno tolto passaporti e telefoni cellulari e ci hanno caricato sull'automezzo''. ''Successivamente ci siamo accorti di essere in Siria - prosegue il racconto - ma abbiamo preferito dire che eravamo turisti e non giornalisti. Ci hanno condotto in una prigione vicino Homs (160 km a nord di Damasco) dove siamo rimasti, in celle separate, dal 1/o all'8 ottobre''. ''Al momento di trasferirci in una prigione militare di Damasco un ufficiale ha identificato Holli dalle foto viste in tv e siamo stati riconosciuti come 'i due giornalisti scomparsi'. Solo a quel punto - aggiunge - siamo stati consegnati all'ambasciata Usa di Damasco''. Luck conclude: ''Ci hanno comunque trattato bene e sembravano capire la difficolta' della nostra situazione. Forse ci siamo comportati da ingenui, ma siamo stati comunque vittime''. La versione di Luck contrasta anche con altre apparse oggi sulla stampa libanese e panaraba: per una ''fonte della sicurezza siriana'' citata dal quotidiano filo-siriano as-Safir di Beirut i due giornalisti ''si sono recati in un'agenzia turistica del nord del Libano per andare in Siria. Quando hanno scoperto che sarebbe stato difficile entrare senza visti, hanno accettato l'offerta di attraversare la frontiera con un tassista in contatto con i contrabbandieri''. Il passaggio, costato poco meno di 100 euro in tutto (6.000 lire siriane), sarebbe avvenuto nell'area frontaliera di Wadi Khaled, poco lontano da dove sarebbe avvenuto il loro arresto da parte di una pattuglia di confine siriana. Secondo la fonte citata da as-Safir, l'episodio sarebbe avvenuto soltanto ieri e non il 1/o ottobre. Secondo la ricostruzione del giornale panarabo al-Hayat edito a Londra, Luck e Chmella si sarebbero invece diretti in Siria non prima del 7 ottobre: testimoni oculari citati dal giornale affermano di aver visto i due giovani americani negli affollati locali notturni di Beirut almeno fino alla serata del 6 ottobre scorso. Il loro passaggio ''illegale'' in Siria, di cui non v'e' traccia infatti nei registri frontalieri libanesi, che sia stato accidentale (come sostiene Luck) o volontario (come sostengono i siriani), secondo al-Hayat sarebbe avvenuto al piu' presto la notte del 7 ottobre. (ANSAmed).