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Auto: Maver, stop a retate che distruggono mercato premium

Per n.1 Jaguar Land Rover stimolo a mercato anche da stretta su revisioni e auto storiche

20 aprile, 21:10
Il presidente di Jaguar Land Rover Italia, Daniele Maver Il presidente di Jaguar Land Rover Italia, Daniele Maver

(di Graziella Marino)

ROMA - Stop alle retate per strada delle vetture di lusso, si' alla lotta seria all'evasione. E' il messaggio forte che il presidente di Jaguar Land Rover Italia Daniele Maver vuole lanciare al Governo, a cui imputa anche ''un totale disinteresse nei confronti del settore automotive'', che pure produce l'11,5% del Pil nazionale. Maver - che parla all'ANSA anche nella sua veste di componente del consiglio direttivo dell'Unrae (l'associazione che rappresenta le case estere in Italia) - avanza pure delle proposte alternative agli incentivi per stimolare il mercato, come l'adozione di regole piu' stringenti per le revisioni e le incentivazioni sulle vetture di 20 anni, ''che non sono storiche ma solo vecchie''.

''Basta - afferma Maver - con le retate per strada e la criminalizzazione di chi possiede auto di lusso, considerati tutti dei potenziali evasori fiscali. Se veramente l'Agenzia delle entrate vuole stanare chi non paga le tasse, ed e' suo dovere farlo, ha tutti gli strumenti a disposizione, a cominciare dal PRA o dal controllo dei conti correnti''. Intanto, da quando sono iniziati i blitz a sorpresa, ''tra l'altro effettuati senza alcuna disposizione normativa'', il mercato delle vetture premium in Italia ''si e' paralizzato''. Questa ''spettacolarizzazione dei controlli - precisa Maver - crea molto piu' danno del superbollo o dell'aumento dell' IPT.

Chi si compra un'auto da 60-70 mila euro infatti puo' anche pagare i 1.000 euro in piu' di bollo, quello che invece non e' disposto ad accettare e' il fatto di essere inquisito''. Quindi corre a sbarazzarsi della vettura. Il risultato e' un mercato premium che in Italia ha subito in questi mesi un crollo medio tra il 30 e il 40%. Addirittura nel primo trimestre le vendite Ferrari in Italia sono crollate del 51,5% e quelle Maserati del 70%. ''Noi riusciamo ad assorbire meglio il colpo perche' abbiamo avuto la fortuna di lanciare, proprio nel momento in cui iniziava il disastro, la Range Rover Evoque, che ha un motore 2000, e la Jaguar XF 2.2 quattro cilindri, cioe' due vetture relativamente piccole, ma che offrono un un certo lusso e comfort. Ma se non le avessimo avute piangeremmo come gli altri. Certo - precisa Maver - il calo lo sentiamo anche noi. Infatti rischia di chiudere circa il 10% dei nostri concessionari, che in Italia sono 86 per Land Rover e 33 per Jaguar. Quest'ultimi pero' si sovrappongono per un buon 80% con quelli Land Rover''. Ma se la situazione delle vendite di vetture premium e' ''disastrosa'', quella del mercato generale non e' da meno. ''La previsione di 1.370.000 immatricolazioni fatta dall'Unrae ci riporta a 40 anni fa'', sottolinea Maver.
 
''Io non sono un fanatico degli incentivi, tra l'altro non ci toccano direttamente perche' nessuno dei nostri modelli o quasi rientra in questo discorso. Ma riconosco che in questo momento sarebbero necessari e farebbero da volano anche all'economia, oltre a creare un circolo virtuoso che toglierebbe dalla circolazione vetture obsolete ed inquinanti''. Ma vista ''l'ostilita' nei confronti degli incentivi dimostrata finora dal governo'', secondo Maver ''si potrebbe anche lavorare in un'altra direzione per stimolare il mercato. Per esempio rendendo piu' rigida la revisione delle vetture, come in Germania. A quel punto, poiche' per far passare ad una macchina di 10 anni la revisione si rischia di dover spendere migliaia di euro, diventa conveniente cambiarla anche senza incentivi alla rottamazione''. Un'altra misura che secondo Maver potrebbe stimolare il mercato e' ''la revisione di tutte le incentivazioni sulle vetture di 20 anni.

Oggi - precisa il numero uno di Jaguar Land Rover Italia - una vettura di 20 anni non e' una vettura storica, e' una vettura vecchia, eppure paga meno di assicurazione, non paga il bollo, e cosi' via''. (ANSA).

 

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