Quando la matematica entra nel Vangelo

Un libro mette sotto la lente i 'numeri' delle Sacre Scritture

(ANSA) - ROMA, 27 GEN - Dal tre della Trinità ai sette vizi capitali, dai quaranta giorni di Gesù nel deserto ai dodici apostoli: le Scritture sono costellate di numeri. Anche se spesso i conti non tornano, con Gesù che divide e al contempo moltiplica, come accadde nel miracolo dei pani e dei pesci.
    Questa lettura del Vangelo, piuttosto inedita, è contenuta nel libro "Le tabelline di Dio - Piccole nozioni di matematica evangelica" di Enzo Romeo (Ancora editrice), in uscita nelle librerie da domani 28 gennaio.
    Romeo, caporedattore-vaticanista del Tg2, prende spunto dai numeri per leggere i Vangeli e attualizzarli nel nostro tempo.
    Perché i Vangeli - scrive il giornalista Rai - sono come i numeri primi in matematica, "capaci di illuminare e dare senso a ogni gesto della vita umana". "Non dubitiamo che Dio sa contare, ce lo conferma l'uso dei numeri nella Bibbia, ma non conta come noi - sottolinea nella prefazione dom Jacques Dupont, monaco certosino ed ex docente di matematica, procuratore generale dell'Ordine presso la Santa Sede ed ex priore della Certosa di Serra San Bruno -. Alle nozze di Cana, per rimediare alla mancanza di vino, Gesù ne offre una quantità sovrabbondante a partire dell'acqua di sei anfore, ciascuna di capienza da ottanta a centoventi litri. Con cinque pani Gesù dà da mangiare a cinquemila persone, ma il calcolo è fatto male perché, dopo la distribuzione, rimangono dodici canestri pieni. Quando Dio dona, non lesina, fa in grande".
    Enzo Romeo confessa di essere negato per la matematica ma forse proprio per questo attratto dai numeri. E sfogliando il Vangelo ha scandagliato ogni passo che richiamasse in qualche modo alla matematica per trovare quel nesso tra l'Infinito che è Dio e i numeri con i quali "bisogna riconciliarsi e dare loro un'anima". "Grazie all'infinito dei numeri riusciamo a misurare il finito della nostra vita, a dimensionare la nostra esistenza, a confrontarla con l'immensità dell'Onnipotente, di colui che è e che non ha bisogno - lui - di metri e misure", scrive l'autore.
    Ricordando che tra i più grandi scienziati della storia, ci fu anche un padre gesuita, Georges Lemaitre, l'inventore della teoria del 'big bang', nel saggio l'autore sottolinea che d'altronde scienza e religione "non fanno a pugni tra loro, ma sono due amici che, pur gelosi della propria autonomia, procedono a braccetto". E conclude citando una frase di Albert Einstein: "La scienza senza la religione è zoppa, la religione senza la scienza è cieca".
    Il libro si avvale della copertina e delle vignette di don Giovanni Berti, in arte Gioba.(ANSA).
   

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