Delitto Caccia: figli procuratore, accertata mezza verità

Occorre fare chiarezza su tutto. Due i procedimenti aperti

(ANSA) - TORINO, 20 FEB - "Quanto è stato accertato fin qui dai processi è solo una mezza verità". Guido, Paola e Cristina Caccia, figli del procuratore di Torino Bruno Caccia ucciso dalla 'ndrangheta, commentano così la conferma in Cassazione dell'ergastolo a Rocco Schirripa, accusato di aver fatto parte del gruppo di fuoco che la sera del 26 giugno 1983 uccise il magistrato. "Mancano ancora - dicono i famigliari - i nomi degli altri esecutori e non è stata fatta piena luce su movente e mandante".
    La sentenza della Cassazione, proseguono, è "un altro passo sulla strada della verità". Ma ora "è venuto il momento di fare definitivamente chiarezza su tutte le responsabilità coinvolte nell'omicidio".
    Sull'omicidio Caccia pendono ancora, a Milano, due procedimenti. "Auspichiamo che collaborino a questo sforzo tutte le forze in campo - aggiungono i figli di Bruno Caccia - e l'intera società civile, da cui forse potrebbe giungere un aiuto decisivo nella ricostruzione dei fatti". (ANSA).
   

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