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Abbronzatura, l'allarme e' per gli infrarossi

Vanno in profondità e stimolano i radicali liberi

21 maggio, 13:07
(ANSA) - ROMA, 21 MAG - Individuati, dopo vent'anni di approfondimenti, i rischi effettivi - fino adesso sconosciuti - dei raggi infrarossi, componenti, insieme agli Uva e agli Uvb, dello spettro solare. Secondo la rivista Journal of Investigative Dermatology gli infrarossi (Uvr) sono i principali responsabili dell'accelerazione del processo d'invecchiamento. "Se da una parte gli Uva provocano la comparsa di rughe e gli Uvb possono causare scottature ed eritemi, gli Uvr sono meno potenti ma si spingono molto più internamente alterando anche gli strati più profondi della cute - dice Magda Belmontesi, dermatologa e docente della Scuola Superiore Post-Universitaria di Medicina Estetica Agorà di Milano - Tra l'altro rappresentano la maggior parte dello spettro solare: circa il 54% contro il 7% degli Uva e Uvb. Stimolano la capacità della luce a generare radicali liberi, favoriscono la disidratazione cutanea e la comparsa di macchie e fragilità cutanea. Non solo, sono raggi termici che oltrepassano anche le superfici, per esempio quella di un ombrellone, per questo risulta molto difficile evitarli". A onor del vero, gli infrarossi, a piccoli dosi, producono anche effetti benefici, primo fra tutti quello di favorire la cicatrizzazione. "Diventano dannosi se l'esposizione è prolungata - aggiunge Belmontesi - Fino adesso la ricerca scientifica non è riuscita a mettere a punto molecole capaci di assorbirli. L'unico modo per proteggersi è quello di potenziare la protezione normale con l'aggiunta di antiossidanti, gli unici in grado di neutralizzare i radicali liberi". Tanto è vero che i solari di nuova generazione si stanno muovendo proprio in questa direzione. I laboratori Lancaster, da sempre in prima linea nello studio delle radiazioni solari, dopo anni di ricerche, oltre trecento test e cinque brevetti, hanno messo a punto una tecnologia anti-infrarossi, che combina l'azione di filtri riflettenti (rubino, biossido di zinco e pigmenti perlati) in grado di fornire un effetto scudo, con un cocktail di antiossidanti. La filosofia di Skinceutical è quella di abbinare l'acido ferulico e la floretina, due molecole che contrastano i radicali liberi già brevettate dall'azienda americana, a una protezione solare ultra. Il marchio inglese Boots, invece, ha chiesto la consulenza di Brian Diffey, docente di fotobiologia alla New Castle University e sostenitore del concetto di protezione solare il più ampio, per sviluppare un nuovo indicatore numerico (Uvr Balance Metric) in grado di quantificare il livello di protezione dai raggi infrarossi.

Anche la formula è stata rinnovata: è ad ampio spettro e unisce filtri ultrafini a un complesso antiossidante brevettato che contiene estratto di semi d'uva, ginseng, vitamina C ed E e agenti idratanti.

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