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>ANSA-BOX/ Sanita': pediatri, troppi antibiotici ai bambini
A 1 su 2 almeno 1 farmaco l'anno; cala spesa, 42% da generici
08 maggio, 19:01 (ANSA) - ROMA, 8 MAG - Troppe medicine in genere e in
particolare troppi antibiotici. Sono quelli con cui ogni anno si
cercano di curare i bambini da malattie che spesso non
richiederebbero cure cosi' 'aggressive', come raffreddori e
influenze. Terapie che somministrate a 'sproposito' rischiano
anzi di diventare 'armi spuntate' perche' con un uso
sconsiderato si ottiene solo l'effetto di rendere i batteri piu'
resistenti. Sul perche' di questa 'iper-prescrizione' si
interrogheranno i pediatri della Sip (Societa' italiana di
pediatria) riuniti da domani a congresso a Roma.
La riflessione partira' dai dati del Rapporto 'Arno Bambini', che ha registrato una pioggia di prescrizioni farmacologiche nel 2010, tanto che piu' di un bimbo su due (il 58%) durante l'anno ha assunto almeno un farmaco, con differenze tra Nord (46%) e Sud (76%). A essere sottoposti a terapie farmacologiche sono soprattutto i maschi sotto l'anno di eta' (69% contro il 65% delle femmine), mentre in media ad ogni bambino si prescrivono mediamente 2,7 confezioni di medicine (senza contare i farmaci da automedicazione). Secondo il rapporto, realizzato dal Cineca (Consorzio interuniversitario Bologna), il 96% delle prescrizioni si concentra appunto sugli antibiotici (48%), seguiti dagli antiasmatici (26%), in aumento per l'aumento delle malattie respiratorie e allergiche, e corticosteroidi (8,6%) con un picco nel primo anno di eta', dove quasi 7 bebe' su dieci sono stati trattati con antibiotici (66,2%) e piu' di 4 su 10 con antiasmatici (42,2%).
Spesso, spiega il presidente Sip Alberto Ugazio, sono i genitori che sono sempre piu' desiderosi che i loro piccoli guariscano velocemente (anche per poterli riportare in fretta al nido o a scuola) a sottoporre i pediatri a una ''pressione prescrittiva cui non e' facile resistere, nonostante la grande maggioranza delle malattie infettive, soprattutto nei primi anni, sono virali'' e quindi non avrebbero bisogno di essere curate con gli antibiotici.
La buona notizia per le famiglie troppo ansiose e' che cala la spesa (36 euro contro i 39 euro di media l'anno di 13 anni fa), visto il progressivo diffondersi dei farmaci equivalenti, i cosiddetti generici, che rappresentano ormai il 42% della spesa totale, con punte massime per gli antibiotici (77%). (ANSA).
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La riflessione partira' dai dati del Rapporto 'Arno Bambini', che ha registrato una pioggia di prescrizioni farmacologiche nel 2010, tanto che piu' di un bimbo su due (il 58%) durante l'anno ha assunto almeno un farmaco, con differenze tra Nord (46%) e Sud (76%). A essere sottoposti a terapie farmacologiche sono soprattutto i maschi sotto l'anno di eta' (69% contro il 65% delle femmine), mentre in media ad ogni bambino si prescrivono mediamente 2,7 confezioni di medicine (senza contare i farmaci da automedicazione). Secondo il rapporto, realizzato dal Cineca (Consorzio interuniversitario Bologna), il 96% delle prescrizioni si concentra appunto sugli antibiotici (48%), seguiti dagli antiasmatici (26%), in aumento per l'aumento delle malattie respiratorie e allergiche, e corticosteroidi (8,6%) con un picco nel primo anno di eta', dove quasi 7 bebe' su dieci sono stati trattati con antibiotici (66,2%) e piu' di 4 su 10 con antiasmatici (42,2%).
Spesso, spiega il presidente Sip Alberto Ugazio, sono i genitori che sono sempre piu' desiderosi che i loro piccoli guariscano velocemente (anche per poterli riportare in fretta al nido o a scuola) a sottoporre i pediatri a una ''pressione prescrittiva cui non e' facile resistere, nonostante la grande maggioranza delle malattie infettive, soprattutto nei primi anni, sono virali'' e quindi non avrebbero bisogno di essere curate con gli antibiotici.
La buona notizia per le famiglie troppo ansiose e' che cala la spesa (36 euro contro i 39 euro di media l'anno di 13 anni fa), visto il progressivo diffondersi dei farmaci equivalenti, i cosiddetti generici, che rappresentano ormai il 42% della spesa totale, con punte massime per gli antibiotici (77%). (ANSA).








