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Farmaci:Onda,25% donne interrompe cure per costo medicine

70% pronte a passare a generico,ma manca rassicurazione medico

03 maggio, 18:29

Per il 20% delle donne la spesa dei farmaci, anche se limitata al solo ticket, puo' ostacolare la prosecuzione del trattamento, e il 25% decide in autonomia, proprio per il costo dei farmaci, di ridurre il dosaggio o sospendere la cura. Eppure sono ancora poche quelle che acquistano farmaci generici, che gli consentirebbero di risparmiare. Secondo l'indagine dell'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (Onda), presentata oggi a Milano, 7 donne su 10 sostituirebbero il farmaco di marca con l'equivalente, ma non lo fanno perche' non ricevono un'adeguata rassicurazione 'emotiva' sulla loro efficacia dal medico.

Molte donne, soprattutto dopo la menopausa, soffrono di malattie complesse, come osteoporosi, diabete, depressione, e problematiche cardiovascolari, dove l'uso del generico garantirebbe un notevole risparmio. L'indagine, condotta su 1.019 donne tra i 35 e 75 anni, mostra che quello dei costi e' un ''un problema particolarmente avvertito dalle donne in trattamento cronico per osteoporosi e depressione, dove si ha il piu' alto tasso di interruzioni nelle terapia - spiega Francesca Merzagora, presidente di Onda - a causa di una spesa mensile di circa 25-35 euro per farmaci quasi tutti a carico personale''. I rischi dall'interruzione del trattamento e i costi dei farmaci potrebbero essere contenuti se i generici fossero piu' conosciuti. Ma sui farmaci equivalenti il 44% delle donne si sente poco informato: solo meta' li utilizza, anche se quasi tutte ne hanno sentito parlare. Il 70% fra le donne, che seguono ancora le terapia con i farmaci di marca, sarebbe favorevole al cambiamento, se consigliato dal medico (58%). E il 46% delle intervistate ha confermato che sarebbe passata al generico se fosse stato approvato il decreto legislativo che poneva l'obbligo al medico di medicina generale di indicare su ogni prescrizione la sostituibilita' o non sostituibilita' del farmaco classico con il suo equivalente. ''Serve dunque piu' sensibilizzazione e rassicurazione - conclude Merzagora - dal medico, per fare alla donna quella sicurezza di cui necessita''.

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