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Il risveglio degli embrioni

Alcuni suoni possono 'svegliare' il cervello prima della nascita

08 maggio, 12:27
Un embrione di pollo racchiuso nel guscio. In evidenza il sistema nervoso e lo scheletro in via di sviluppo (fonte: Balaban et al., Current Biology) Un embrione di pollo racchiuso nel guscio. In evidenza il sistema nervoso e lo scheletro in via di sviluppo (fonte: Balaban et al., Current Biology)

L'embrione può risvegliarsi dal suo torpore molto prima della nascita: nell'ultimo periodo dello sviluppo embrionale, infatti, il cervello rimane in stand-by, pronto ad 'accendersi' in risposta a particolari stimoli ambientali come la voce dei genitori che lancia un segnale d'allarme. Lo rivela uno studio pubblicato su Current Biology che, sebbene sia stato condotto sugli embrioni di pollo, potrebbe rivelarsi molto utile per fare luce anche sullo sviluppo cognitivo dei bambini nati prematuri.

''La nostra ricerca dimostra che il cervello degli embrioni può' attivarsi molto prima di quanto pensassimo'', spiega il coordinatore dello studio, Evan Balaban, della McGill University di Montreal, in Canada. ''Proprio come gli adulti - aggiunge - anche gli embrioni sono dotati di circuiti neuronali che monitorano quello che accade nell'ambiente circostante in modo da risvegliare il cervello in caso di necessita'''.

I ricercatori lo hanno verificato esponendo degli embrioni di pulcino ancora racchiusi nel loro guscio ad alcuni versi emessi normalmente dai polli per segnalare una situazione di pericolo. Il risveglio del cervello, con le attivita' tipiche del ritmo sonno-veglia, si è manifestato però solo negli embrioni che avevano completato l'80% del loro sviluppo. Prima di questo stadio, infatti, il cervello si trova in uno stato molto particolare ''che non è ne' di sonno ne' di veglia'', ma che può essere paragonato, come ricorda lo stesso Balaban, allo stato di coma o all'effetto di un'anestesia.

La scoperta potrebbe avere importanti implicazioni anche per migliorare la conoscenza dello sviluppo cognitivo dei neonati. ''Il cervello dell'embrione può svegliarsi quando è trascorso l'80% della gestazione, quindi per l'uomo questo periodo corrisponde all'incirca a 7,2 mesi o un po' dopo, visto che il cervello umano, rispetto a quello dei polli, è meno sviluppato alla nascita'', aggiunge Balaban. Da qui l'ipotesi che ''i suoni che penetrano in utero dopo il settimo mese possano influenzare lo sviluppo del cervello, ma solo - precisa il ricercatore - se sono sufficientemente forti, abbastanza da svegliare il cervello del feto nel grembo materno''. Un'eventualita', questa, che non è remota per i bambini nati prematuri, ''che perdono anzitempo la protezione uterina dai suoni''.

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