Percorso:ANSA > Scienza&Tecnica > Fisica & Matematica > La musica resta la stessa

La musica resta la stessa

Dal barocco al ragtime, il ritmo non cambia

21 febbraio, 15:56
L'insieme di Mandelbrot, il frattale più famoso L'insieme di Mandelbrot, il frattale più famoso

La 'musica è sempre la stessa': l'analisi di 550 melodie elaborate da 40 compositori di generi diversi negli ultimi 4 secoli mostra il ricorrere di ritmi simili.
Lo studio, condotto da un gruppo di matematici della canadese McGill University di Montreal ha rintracciato inattese similitudini fra composizioni musicali elaborate a distanza di secoli ed ha individuato una struttura riconducibile alla geometria dei frattali, ossia alla geometria che descrive gli oggetti la cui struttura si ripete sempre nello stesso modo su scale diverse. Una scoperta, questa, che suggerisce una correlazione con alcuni meccanismi che regolano il funzionamento del cervello.

Secondo lo studio, pubblicato sull'ultimo numero della rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas), la musica classica occidentale degli ultimi 400 anni segue sempre schemi molto simili nell'alternarsi del ritmo, nonostante cambino i secoli ed i compositori. In particolare lo studio rivela che la variazione di battute e durata dei suoni, che garantiscono un equilibrio estetico tra il ritmo scontato e prevedibile e i cambi improvvisi, segue la funzione matematica dei frattali.

Digitalizzando e analizzando le strutture ritmiche e le battute di 1.800 movimenti musicali i ricercatori hano scoperto che, lungo il percorso artistico, ogni autore ha seguito delle proprie complessità ritmiche costanti. Mozart e Beethoven, per esempio, sono risultati quasi agli antipodi: il primo estremamente vario e pieno di improvvisi cambi, il secondo dai ritmi più regolari. Le sorprese sono giunte in particolare confrontando compositori molto distanti nel tempo e nei generi, ma che presentano grandissime similitudini, come uno dei padri della musica barocca del '600, Claudio Monteverdi, e uno dei massimi esponenti del ragtime del '900, Scott Joplin.

Secondo i ricercatori la presenza costante di schemi frattali nel ritmo potrebbe verosimilmente indicare che questa particolare geometria fondamentale nella composizione musicale possa in realtà affondare le sue radici nel cervello umano.

© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati