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Impact investing: le quattro fasi di NN IP per valutare una società

Impact investing. Facile a dirsi un po’ meno a misurarsi.

Come fare a valutare il reale impatto sociale e ambientale positivo - o negativo - di un’azienda nel mondo? In assenza di un modello comune per farlo, NN IP ha definito quattro fasi da tenere in considerazione quando ci si accinge a fare una reportistica: contributo SDG, quantità dell’impatto, qualità dell’impatto e analisi del valore.

Secondo il team impact investing della società olandese, un requisito fondamentale dal quale partire è l’adesione agli SDG (obiettivi di sviluppo sostenibile) delle Nazioni Unite. “Normalmente le aziende rendono noto il loro contributo agli SDG mostrando la percentuale dei proventi (futuri), nettamente correlata a uno o più degli SDG. Ad esempio, un’azienda agricola potrebbe dimostrare la correlazione all'obiettivo SDG 2: eliminazione della fame, mentre un’azienda di energie rinnovabili potrebbe collegare i propri proventi sia all’obiettivo SDG 7: energia pulita e a prezzi convenienti e a quello SDG 13: interventi a favore del clima. Per i nostri fondi azionari a impatto, soltanto le società che presentano un contributo significativo agli SDG sono idonee agli investimenti” spiegano gli esperti.

 

La seconda fase della reportistica presuppone un ulteriore sforzo: misurare effettivamente la quantità dell’impatto, parametro questo che risulterà diverso per ciascuna società. NN IP infatti spiega che “ove possibile utilizziamo anche dati ponderati per valutare e confrontare l’impatto delle singole aziende, ad esempio per milioni di euro investiti. Le società large cap dispongono ovviamente di maggiori risorse ed è probabile che aiutino un numero maggiore di persone; pertanto non possiamo basarci unicamente sul dato principale per valutare la quantità dell’impatto. Tuttavia anche se l’analisi avviene su base ponderata, esistono chiari limiti nel valutare la portata dell’impatto esercitato da un’azienda. Se ad esempio ci si focalizza unicamente sulla quantità di persone aiutate e non sul livello di sostegno fornito, il dato potrebbe non cogliere la portata complessiva dell’impatto di un’azienda. Per questo motivo la quantità dell’impatto dovrebbe, ove possibile, essere valutata insieme alla qualità dell’impatto (si veda la Fase III) al fine di comprendere in modo più completo l’impatto “reale” dell’azienda”.

 

La terza fase di cui si accennava prima, quella relativa alla qualità dell’impatto, è spesso più difficile da misurare. “In molti casi le aziende possono avere una chiara idea del numero di persone aiutate dai loro prodotti o della quantità di emissioni di CO2 risparmiate, ma è spesso difficile definire o calcolare il livello dell’impatto. Nel caso dell’istruzione, ad esempio, è evidente che con quest’ultima miglioreranno le opportunità di carriera, ma calcolare la qualità dell’impatto rappresenta una sfida. Tuttavia, le aziende impegnate a fornire questo livello di reportistica sull’impatto possono spesso distinguersi dalla concorrenza. All’interno del nostro processo di engagement poniamo l’accento sull’importanza della reportistica sulla qualità dell’impatto, ove possibile” proseguono i tre esperti della società olandese.

 

 

Si giunge così alla fase conclusiva quella relativa al calcolo completo della creazione di valore reale di un’azienda. NN IP utilizza l’espressione “valore reale”, intendendo l’impatto diretto e indiretto su tutti gli stakeholder di riferimento nella società in cui opera. Sarebbe bene che l’analisi su questo parametro venisse portata avanti da consulenti esterni, sopra le parti a garanzia di imparzialità.

La speranza è quella che, a tendere, si abbia un’analisi completa del valore reale per tutte le società quotate anche se al momento appare irrealistico data la varietà e la dislocazione a livello globale di alcuni modelli di business.

 

È bene ricordare però che il processo di engagement non si esaurisce con la valutazione di questi 4 fattori. Si tratta piuttosto di un dialogo continuo tra NN IP e le società sulle quali si decide di investire. Così facendo si riusciranno a produrre report di qualità via via più alta per quel che riguarda la sostenibilità e l’impatto due elementi non più secondari. Gli investitori, a ragione, chiedono sempre più chiarezza e trasparenza. Le società capaci di andare incontro a questo tipo di richieste saranno premiate in vista di uno sviluppo crescente dell’impact investing.

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