Ristoranti crescono ma tante criticità

Entro 1 anno chiude 1 su 4,più della metà non sopravvive dopo 5

(ANSA) - ROMA, 20 FEB - Quello della ristorazione in Italia si conferma un settore in crescita, con 336 mila imprese attive e 1,2 milioni di addetti, per un valore aggiunto del settore pari a 46 miliardi di euro. Tuttavia permangono rischi e criticità, come bassa produttività, abusivismo e concorrenza sleale che rappresentano altri punti critici per il comparto. È quanto emerso durante un convegno organizzato da Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi di Confcommercio. Nel 2019 la spesa delle famiglie italiane in servizi di ristorazione è stimata in 86 miliardi di euro, con un incremento reale sull'anno precedente dello 0,7%. Tra il 2008 e il 2019 l'incremento reale è stato del 7,2%. Un settore in crescita anche sul fronte dell'occupazione, che negli ultimi 10 anni è cresciuta del 20%, a fronte di una flessione del 3,4% dell'occupazione totale. Nel 2019 hanno cessato l'attività oltre 26 mila imprese, con un tasso di sopravvivenza che vede il 25% dei ristoranti (24% per i bar) chiudere dopo un anno. Dopo tre anni si sale al 45% per entrambi, dopo cinque al 57%. Il nostro settore è "considerato molto spesso in termini spettacolari, di colore, folklore, ma mai in termini economici, con i valori che abbiamo presentato stasera", ha osservato a margine dell'evento il presidente di Fipe, Lino Enrico Stoppani, per il quale è necessaria una seria consapevolezza della politica, per portare avanti le sfide e gli interventi migliorativi necessari. Stoppani ha ricordato che il settore rappresenta il 34,1% dell'intero comparto agroalimentare, e che ogni anno acquista prodotti alimentari per un valore di circa 20 miliardi di euro.
    L'Italia si conferma così il terzo mercato della ristorazione in Europa, dopo Regno Unito e Spagna.(ANSA).
   

        RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
        BANCA IFIS
        Vai alla rubrica: PMI



        Modifica consenso Cookie