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Lontani ma vicini, le app che ci uniscono a distanza

Da Skype a Zoom, per vedersi e studiare al tempo del coronavirus

In piena emergenza coronavirus, con l'Italia chiusa in casa, molti aspetti della quotidianità stanno transitando ancora di più sullo smartphone, che già era un compagno di vita onnipresente. L'ufficio, la scuola e la socialità passano da una serie di applicazioni finora poco note, ma adesso indispensabili per restare in contatto a distanza.

Software per videoconferenze, per l'e-learning ma anche per feste virtuali compongono per intero la classifica delle app più gettonate in questi giorni di quarantena. Gli sviluppatori sono colossi come Google e Microsoft, ma anche realtà più piccole che ora, con l'epidemia, hanno l'occasione di farsi conoscere.

L'ambiente lavorativo è quello più abituato al supporto tecnologico. Le videochat via Skype sono una realtà che da 15 anni permette alle aziende multinazionali e ai parenti lontani di vedersi e parlarsi come se fossero nella stessa stanza. La corsa globale allo smart working per sfuggire alla pandemia - più volte raccomandata dal governo italiano - rende ora necessari strumenti analoghi per potersi confrontare e coordinare tra persone che fino a ieri erano vicine di scrivania.

E' così che alcune app, finora silenti nei negozi virtuali, hanno registrato un picco di download. Tra queste c'è Zoom, che si scarica gratuitamente su telefono, tablet e pc e consente di fare videochiamate tra molteplici utenti – in pratica riunioni aziendali – in cui è possibile condividere lo schermo del computer. Ad affiancarla, realtà più note come Hangouts di Google o Teams di Microsoft, votate al lavoro e non a caso parte dei pacchetti di programmi da ufficio delle due compagnie (G Suite e Office 365).

Queste piattaforme possono essere sfruttate anche per la didattica a distanza, che però può contare su prodotti ad hoc come Google Classroom, rodata e facile da usare per creare una classe virtuale, fare lezione e correggere i compiti.

Alternative sono la californiana Edmodo e l'italiana WeSchool, gratuita per scuole medie e superiori, che negli ultimi giorni è stata presa d'assalto da insegnanti e studenti.

Ma la tecnologia viene incontro anche alla vita sociale, che il coronavirus ha azzerato nel mondo reale. E allora messaggi e chiamate su WhatsApp, Messenger o Snapchat non bastano più, soprattutto ai più giovani, che cercano un modo di stare insieme. A loro si rivolgono Glide, con cui si chatta non con parole ed emoji, ma con videomessaggi, e HouseParty, un social in cui ci si incontra tra amici online, in video, per fare festa in una casa virtuale.

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