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Giurano Guardie Svizzere, mancano reclute

Giurano di servire fedelmente il Papa e di dedicarsi con tutte le forze alla sua difesa

06 maggio, 19:55
Una Guardia Svizzera si prepara ad uscire dal cortile della caserma per raggiungere l'Aula Paolo VI in occasione del giuramento, Citta' del Vaticano Una Guardia Svizzera si prepara ad uscire dal cortile della caserma per raggiungere l'Aula Paolo VI in occasione del giuramento, Citta' del Vaticano
Giurano Guardie Svizzere, mancano reclute

di Fausto Gasparroni - foto di Claudio Peri

CITTA' DEL VATICANO - Giurando di "servire fedelmente" il Papa e di dedicarsi "con tutte le forze" alla sua difesa, "sacrificando, ove occorra, anche la vita", 26 nuovi alabardieri sono entrati oggi nel corpo della Guardia Svizzera Pontificia. Un rito, quello del giuramento delle reclute, che si ripete il 6 maggio di ogni anno, giorno in cui si commemora l'eroica morte di 147 soldati elvetici caduti nel 1527 nella strenua difesa di Clemente VII durante il "sacco di Roma".

Ma quest'anno è stata anche l'occasione per sottolineare come siano sempre di meno i giovani pronti a dedicarsi a questo servizio: ancora l'anno scorso, ad esempio, a giurare erano state 34 nuove reclute. "Prestiamo, da uomini liberi, un servizio volontario per la Santa Chiesa, per il quale anche nella nostra patria sempre meno gente si impegna", ha detto durante la cerimonia di giuramento nell'Aula Paolo VI il colonnello Daniel Rudolf Anrig, comandante del Corpo.

"Per servire il Sommo Pontefice - ha aggiunto - sono necessari, da una parte, la convinzione che prestare servizio non equivale a lavorare e, dall'altra, la giusta mentalità della dedizione". Per andare incontro ai più giovani e per superare le difficoltà nel reclutamento, tra l'altro, la Guardia Svizzera ha appena inaugurato una pagina Facebook. La giornata era cominciata con la messa celebrata dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone all'altare della Cattedra della basilica vaticana. Parlando nell'omelia della dimensione del "coraggio del cristiano", Bertone ha rimarcato che "anche oggi ci vuole coraggio per rendere testimonianza al Vangelo": "lo dico pensando a voi: care Guardie Svizzere, e vi esorto a farlo con gioia non solo quando siete in servizio, ma sempre, in ogni momento e situazione della vostra vita". Poi nella mattinata, nell'Aula Paolo VI (non nel Cortile di San Damaso a causa della pioggia), il giuramento vero e proprio, alla presenza del sostituto della Segreteria di Stato mons. Giovanni Angelo Becciu, di cardinali, vescovi, rappresentanti del Corpo diplomatico. Protagoniste le tonalità sgargianti delle divise e dei pennacchi, il luccichio delle corazze e degli elmi, le sonorità della banda musicale. Il cantone ospite quest'anno era quello di Lucerna, con una delegazione guidata dalla presidente Yvonne Scharli.

Delle 26 reclute, la gran parte (16) sono di lingua tedesca, cinque di lingua francese e cinque italiana, i ticinesi Alvaro Masina, Gabriele Paris, Tommaso Perugini, Matthias Zanazzi e Daniele Grandi. Dopo la lettura della solenne promessa a servire il Papa, fatta dal cappellano del Corpo mons. Alain De Raemy, ogni recluta, chiamata ad una ad una, ha poggiato la mano sinistra sulla bandiera della Guardia e ha alzato la destra con le tre dita aperte, simbolo della Trinità, giurando nella propria lingua-madre: "giuro di osservare fedelmente, lealmente e onorevolmente tutto ciò che in questo momento mi è stato letto. Che Dio e i suoi santi mi assistano". Alle nuove Guardie Svizzere e ai loro familiari, papa Benedetto XVI ha poi rivolto il suo "saluto speciale" durante il Regina Caeli in Piazza San Pietro, "nel giorno della festa di questo storico Corpo".

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