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Juve: Conte frena, troppa euforia intorno a noi

Allegri: 'Fino a 13/5 Milan mio e poi si vedra'...'

28 aprile, 20:05
Antonio Conte durante Cesena-Juventus
Antonio Conte durante Cesena-Juventus
Juve: Conte frena, troppa euforia intorno a noi

NOVARA - "Sento troppa euforia intorno a noi, non tanto da parte dei miei giocatori quanto dei tifosi e dell'ambiente in generale. Ma non dobbiamo dimenticare che non abbiamo vinto nulla: è vero, abbiamo fatto qualcosa di straordinario, ricordando da dove siamo partiti, ma mancano ancora quattro giornate. E può accadere di tutto". Antonio Conte è perentorio: niente sirene esterne, solo campo e basta, solo concentrazione ossessiva, il messaggio parte come un siluro. La partita di Novara diventa all'improvviso delicatissima, per l'enorme pressione psicologica, l'insidia del sintetico, il caldo, la mente sgombra degli azzurri, che non hanno più nulla da perdere e vogliono onorare un pubblico che Tesser ha definito "meraviglioso".

Nella squadra, arrivata a Novara in ritiro un giorno prima, a testimoniare la delicatezza dell'evento, resta il dubbio, in casa Juve, sull'attaccante che affiancherà Vucinic: Quagliarella o Borriello? Il primo si è allenato poco per un problema agli adduttori. Il secondo ha il morale alle stelle. Anche Del Piero è acciaccato (sono tutti postumi del sintetico di Cesena), ma Conte spera di recuperarlo. In ogni caso, non si parla di turn-over: "Siamo alla fase decisiva della stagione - spiega Conte - e prima di decidere voglio parlare e guardare in faccia tutti i ragazzi: se mi dicono che se la sentono, che non sono stanchi, allora la formazione è per gran parte fatta. La squadra di Tesser la conosco molto bene, prova sempre a far gioco e così è arrivata dalla C alla A. E anche nel massimo campionato ha provato a continuare su questa strada e quasi sempre ha disputato belle partite. Provo molta simpatia per il Novara".

Conte ritorna sul grande obiettivo stagionale: "Pretendo che se il nostro sogno debba interrompersi, che sia per il merito degli avversari e non per colpa nostra. Ma la squadra mi pare che abbia raggiunto una grande maturità, che abbia dimostrato di saper gestire tutte le situazioni. Dunque, anche il fatto che domani ci saranno in tribuna Platini e Boniperti non va inteso come una festa anticipata, anche perché Michel l'aveva già preannunciato in autunno. Al massimo, la loro presenza deve essere un stimolo in più a far bene".

Ma dopo una simile annata, Conte è ancora convinto che il Milan l'abbia l'organico più forte? "Questo giudizio non è cambiato - risponde l'allenatore bianconero - Poi si tratta di tradurre sul campo questa maggior qualità. Quello che mi pare che abbiamo dimostrato è che a livello di organizzazione di gioco possiamo dirci praticamente alla pari. Il campionato è una strada molto lunga e complicata: chi vincerà, è perché se lo è meritato. Noi, in ogni caso, abbiamo già fatto molto e se anche non dovessimo farcela comunque abbiamo costruito ottime basi". Scontato il 3-5-2, con Lichtsteiner probabilmente al posto di Caceres. Domani, oltre a Platini e Boniperti, a Novara è annunciato il caldo afoso con qualche nuvolone. Tutto potrebbe accadere anche dal punto di vista meteorologico.

ALLEGRI, FINO A 13/5 MILAN MIO E POI SI VEDRA' - E' inutile domandare a Massimiliano Allegri un commento sulla scelta di Pep Guardiola di lasciare il Barcellona, stanco e desideroso di staccare per un po' la spina. "Cosa farà ora Guardiola non mi riguarda, e per sapere come si sente dovrei prima restare quattro anni al Milan e vincere 13 trofei", taglia corto l'allenatore rossonero, che intanto domani a Siena taglierà il traguardo delle cento panchine rossonere. "A 100 sono arrivato", sorride il livornese, che nonostante abbia siglato a gennaio un contratto fino al 2014 non è certo di arrivare oltre quota 103. Le voci sul suo futuro e sui suoi potenziali successori "non infastidiscono né preoccupano" Allegri, che dice di non aver chiesto lumi al presidente Silvio Berlusconi perché "se ci fosse stato qualche problema sarebbe stato lui a dirmelo". L'incertezza si intuisce però quando l'allenatore spiega che "fino al 13 maggio sulla panchina del Milan ci sono io, poi vedremo. Io posso dare suggerimenti sui calciatori utili, l'allenatore lo scelgono la società e Galliani". Mancano quattro giornate al termine del campionato, in cui i rossoneri devono vincere sempre e sperare che la Juventus non faccia altrettanto, consapevoli come sottolinea il loro tecnico che "il calcio è l'unico sport dove il più debole può battere il più forte". Lo ha dimostrato il Chelsea con il Barcellona, e Allegri spera che l'evenienza possa ripetersi anche negli ultimi impegni a cui è attesa la rivale per lo scudetto. "Per vincere il campionato dobbiamo fare qualcosa di straordinario, e sperare che la Juventus rallenti: se poi i bianconeri faranno 86 punti, avranno meritato il titolo", osserva Allegri che, comunque andrà, non considera negativa la stagione della sua squadra. "L'anno scorso meglio non si poteva fare in campionato, ora siamo di nuovo in lotta per lo scudetto e possiamo migliorare i punti dell'ultimo campionato. E poi - nota - non contare la Supercoppa e il 'gol fantasma' di Muntari, é come togliere i primi due piani a un grattacielo: crolla tutto". Saranno fischiate le orecchie al presidente degli arbitri Marcello Nicchi che aveva invitato a mettere da parte il tanto discusso episodio del gol non visto del ghanese. Per Allegri resta un fattore ancora determinante, e lo si capisce anche quando gli domandano della terza stella della Juventus. "Non faccio più allusioni, non voglio essere noioso e soprattutto non voglio ricordare quello che è un dato di fatto", replica l'allenatore, che evita invece i giri di parole pensando alla trasferta di Siena, contemporanea a quella della Juventus a Novara: "Dobbiamo vincere per tenere aperto il campionato", chiarisce Allegri che ha lasciato a casa per la seconda volta di fila Robinho ("Non vive un periodo brillante") e Seedorf ("Ha preso un colpo al polpaccio") oltre a Emanuelson ("Ha un fastidio alla schiena") e soprattutto Thiago Silva. Dopo l'infortunio del 24 marzo, non è il caso di correre nuovi pericoli. "Thiago - spiega Allegri - mi ha detto di non sentirsi ancora sicuro, ho preferito non rischiare di nuovo anche perché fra una settimana c'é il derby". E il Milan conta di arrivarci con lo scudetto ancora in ballo

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