Tadic l'europeista punta a terzo mandato
04 maggio, 20:58
BELGRADO - Boris Tadic, il presidente serbo uscente che mira ad assicurarsi un terzo mandato nel voto del 6 maggio, è un convinto filo-europeista che ha basato la sua campagna elettorale sulla prospettiva di integrazione della Serbia nell'Unione europea, cosa questa - a suo avviso - suscettibile di attrarre nuovi importanti investimenti, indispensabili al miglioramento della situazione economica del paese (che soffre anch'esso le conseguenze della crisi globale) e all'innalzamento del livello di vita della popolazione. Forte della sua popolarità e di un innegabile carisma riconosciuti anche a livello internazionale, Tadic (54 anni) ha dalla sua il merito fondamentale di aver garantito alla Serbia lo status di paese candidato all'adesione alla Ue, concesso da Bruxelles lo scorso marzo alla luce di lunga stagione di riforme democratiche e liberali, dopo la cattura degli ultimi tre criminali di guerra serbi 'eccellenti' Radovan Karadzic (luglio 2008), Ratko Mladic (maggio 2011) e Goran Hadzic (luglio 2011) e all'indomani di un'importante intesa con Pristina (con la mediazione della Ue) che consente al Kosovo di partecipare a riunioni e forum regionali unitamente alla Serbia, che continua a non riconoscere la sua indipendenza. Alla base del suo programma elettorale, Tadic ha posto una piattaforma in cinque punti in grado a suo avviso di favorire lo sviluppo economico della Serbia e accelerare il processo di integrazione europea. Tali punti riguardano la prosecuzione del cammino verso la Ue, con l'avvio del negoziato di adesione entro quest'anno e la sua conclusione nel giro di cinque anni; lo sviluppo economico del paese basato su un'opera di re-industrializzazione, sul sostegno agricoltura, sull'attrazione di investimenti esteri (a cominciare da quelli italiani, dopo Fiat, Benetton e altri) e sull'incremento dell'export; priorità agli investimenti nell'istruzione e nella formazione; prosecuzione della lotta a corruzione e criminalità organizzata; soluzione negoziata della crisi del Kosovo in collaborazione con la comunità internazionale. Uno dei punti portanti della sua politica è l'opera di riconciliazione con i paesi vicini un tempo parte della ex Jugoslavia. In ques'ottica Tadic è stato il primo leader serbo a recarsi a Srebrenica nel luglio 2005, nel decimo anniversario del massacro di 8 mila musulmani ad opera delle forze serbo-bosniache di Ratko Mladic. Boris Tadic ha già espletato un secondo mandato presidenziale (prima elezione nel giugno 2004, seconda nel febbraio 2008, in entrambi i casi sconfiggendo Nikolic) e, in base alla costituzione non potrebbe essere rieletto una terza volta. Ma nel 2006, dopo l'indipendenza del Montenegro e la fine dell'Unione serbo-montenegrina, la costituzione serba è stata riscritta ed è quindi da allora che si parte. Nato a Sarajevo (Bosnia-Erzegovina) il 15 gennaio 1958, Tadic è professore di psicologia, figlio del noto filosofo Ljubomir Tadic. E' membro dal 1990 del Partito democratico (Ds), che dirige dal 2004, dopo l'uccisione del premier riformista Zoran Djindjic, fondatore del partito. Fra il 2000 e il 2003 è stato ministro delle telecomunicazioni, dal 2003 al 2004 ministro della difesa. Definito scherzosamente da Silvio Berlusconi il 'George Clooney serbo' (nel vertice bilaterale del novembre 2009 a Roma), Tadic é sposato con la signora Tanja, ha due figlie adolescenti ed è appassionato di sport. Ha praticato pallanuoto e pallacanestro e segue molto calcio e tennis.







