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Usa 2012: Romney a caccia voto neri, ma bordata di 'buuh'

Mitt a convention afroamericani, stavolta Obama la 'snobba'

12 luglio, 21:00

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Mitt Romney Mitt Romney
Usa 2012: Romney a caccia voto neri, ma bordata di 'buuh'

 "Se non fossi convinto di poter aiutare le famiglie di colore, di tutte le razze, non mi sarei candidato alla presidenza". Il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Mitt Romney, si presenta di fronte alla platea della più importante associazione per la difesa dei diritti dei neri consapevole di giocare fuori casa, ma sperando di fare breccia sugli indecisi. Per esempio molti fedeli della 'Black Church' che non hanno per niente gradito la storica apertura del presidente Barack Obama sulle nozze gay. Ad accoglierlo un timido applauso. Poi, al primo duro attacco al primo presidente afroamericano della storia Usa, viene travolto da una bordata di fischi e di 'buuh'.

Questo nonostante Obama quest'anno abbia 'snobbato' l'annuale convention della NAAPC, mandando a Houston, in Texas, dove si svolge l'assemblea, il suo vice Joe Biden e il ministro della giustizia Eric Holder, il membro più discusso della sua amministrazione per il coinvolgimento in uno scandalo sul traffico di armi col Messico. Nel 2008 andò diversamente, e Obama si presentò davanti alla comunità afroamericana così come il suo rivale di allora, John McCain. Alla Casa Bianca non danno un significato particolare alla decisione, solo una questione di agenda. Nessuna paura - assicurano - di contestazioni dopo l'endorsement ai matrimoni omosessuali. E' proprio lì che Romney batte per cercare di ottenere qualche consenso, pur conscio di essere nella 'tana del lupo'. " So che il 98% di voi vota per i democratici. Ma se capiste veramente chi sono votereste per me", ha azzardato, puntando sulla sua volontà di "difendere la famiglia tradizionale" e di "lottare per eliminare la povertà". "E' un nonsenso dire che corro per la presidenza solo per aiutare i ricchi", ha aggiunto.

Poi cerca di strappare l'applauso sottolineando che da presidente si batterà con determinazione contro "le molte barriere e le tante vecchie ingiustizie che ancora restano in America", soprattutto per la gente di colore. E nonostante un presidente afroamericano. Ma è proprio l'affondo su quest'ultimo a scatenare la reazione negativa della platea: se verrò eletto - ha affermato Romney - "ucciderò l'Obamacare", la riforma sanitaria fortemente voluta da Obama e di recente promossa dalla Corte Suprema. Uno scivolone che gli è costato lunghi fischi e 'buuh' , che hanno segnato un intervento difficile. Con Romney che comunque, sfidando una platea in larghissima maggioranza ostile, ha mostrato un certo coraggio. Tanto che qualcuno in Tv si chiede 'chi glielo ha fatto fare'. Intanto prosegue la guerra dei sondaggi sulle presidenziali del prossimo 6 novembre, con alcuni istituti che continuano a parlare di un serrato testa a testa, e altri che danno il presidente in carica in vantaggio sul rivale repubblicano. L'ultimo, condotto dall'Università di Quinnipiac, rivela Obama sia in testa alle preferenze tra gli elettori single, mentre Romney guidi tra quelli sposati.

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