Covid: anche Chieti con assessori cultura, luci su teatri

Sindaco aderisce ad appello per Draghi, per noi patrimonio vero

(ANSA) - PESCARA, 19 FEB - Chieti si unisce alle 11 città italiane che si sono appellate al premier Mario Draghi perché faccia ripartire la cultura e agevoli la riapertura di musei e luoghi culturali. Tra i centri che hanno aderito ci sono Milano, Torino, Mantova, Firenze, Palermo e Bari e il 22 febbraio Chieti sarà fra le città che accenderanno le luci dei propri teatri per riportare l'attenzione sulla ripartenza del comparto.
    "Cultura, storia, musica e arte sono il nostro DNA, settori che non possono restare fermi ancora a lungo, perché danno linfa vitale anche alla nostra economia - così il sindaco Diego Ferrara e l'assessore alla Cultura Paolo de Cesare, che si aggiunge ai colleghi delle città che hanno richiamato l'attenzione di Draghi e del ministro alla Cultura Dario Franceschini - Chieti ha due musei archeologici nazionali, un teatro lirico di tradizione, un museo civico, le terme romane, svariati presidi della cultura e un patrimonio immenso su cui la storia ha segnato un percorso indelebile: tutto questo non può restare fermo ancora a lungo e ha bisogno di un nuovo orizzonte per ripartire e risorgere".
    "Siamo convinti dell'esigenza di un dialogo diretto fra Governo e le città e di un tavolo permanente che consideri la cultura protagonista di nuove forme di sviluppo e ripresa e ci consenta di tutelare e rendere fruibile un tesoro secolare esposto ai segni del tempo, che perciò deve essere protetto e curato. La nostra Amministrazione punta su questo importante comparto ed è già al lavoro per mettere in rete tutte le importanti presenze culturali cittadine perché possano riaprire al pubblico in sicurezza con quanto custodiscono. Non possiamo più permetterci di considerare monumenti, teatri, musei come elementi accessori del paesaggio, questi sono punti di forza e vanno valorizzati e rilanciati, rianimando anche tutta la filiera occupazionale che è importante e occupa tantissimi giovani, ma è ormai ferma da mesi e ridotta allo stremo, basti pensare alla crisi che sta attraversando il mondo della musica e dello spettacolo". (ANSA).
   

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