Moti aquilani:Biondi,con covid sindaci al centro del sistema

Sindaco L'Aquila,è necessario ruolo critico in confronti Regione

(ANSA) - L'AQUILA, 01 MAR - A 50 anni dai Moti aquilani del febbraio 1971, ossia dalla deflagrazione di un contrasto più o meno latente delle identità regionali, la riflessione che molte forse politiche hanno fatto è come il regionalismo abruzzese ha costruito la sua casa madre e come questa costruzione ha reagito alle vicende politiche e storiche che si sono succedute. Il sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi ha le idee chiare su ciò che in questo giorni sta accadendo perchè "La pandemia ha riproposta con forza al centro del nostro sistema democratico i sindaci e il loro ruolo strategico di interpreti e rappresentati dei territori. Sono loro il riferimento amministrativo e solidale per la ripartenza del Paese, attraverso politiche di coesione che facciano sintesi tra le esigenze dei territori periferici e quelle delle città".
    la realtà locale quindi in prima linea "Come sindaco mi interfaccio con l'amministrazione regionale e, avendo la delega da parte dei miei concittadini, ho anche il dovere di svolgere una funzione critica nei confronti della stessa Regione come del governo centrale lì dove fosse necessario. L'Aquila, peraltro, ha i suoi politici di riferimento sia nella maggioranza sia nella minoranza, quale massima garanzia di controllo democratico. Da sindaco, insieme agli altri colleghi, cerco di contribuire a rendere l'Abruzzo una regione dove si vorrebbe vivere e lavorare, una regione che sia di riferimento dell'Italia centro-meridionale, in grado di dialogare con l'Europa e di creare rapporti economici e di scambio con gli altri Paesi. Sono ancora tanti i giovani costretti ad abbandonare l'Abruzzo per mancanza di prospettive. Una perdita di capitale umano che va arginata. Per questo credo sia giusto puntare sull'innovazione e sulla ricerca, così da rendere più competitive le nostre imprese e dare una prospettiva di lavoro ai nostri giovani, che hanno l'opportunità di formarsi nelle nostre ottime università e nei nostri centri di eccellenza, troppo spesso a favore di altre regioni e di altri Paesi. Tutti insieme, la Regione per prima, dobbiamo fare sì che il nostro giacimento di saperi e di conoscenza, venga "sfruttato" in Abruzzo, quale opportunità di crescita bella, creativa e magnificamente visionaria".
    La pandemia che effetti può avere sulla tenuta sociale regonale? "L'Abruzzo può continuare a crescere se resta unito, se i municipalismi attraverso le rispettive identità storiche, culturali e economiche continueranno, con sempre maggiore consapevolezza, a dare forza e contenuto alla regione, disegnandone lo sviluppo possibile". (ANSA).
   

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