Piano Ue per il biologico in 25% delle superfici ed ecomense

Commissione presenta 23 azioni a sostegno del settore

Redazione ANSA BRUXELLES

(di Angelo Di Mambro) (ANSA) - BRUXELLES, 26 MAR - Ventitré azioni per espandere le terre coltivate a biologico in Europa, aumentando domanda e produzione e rendendo ancora più verde l'agricoltura verde per antonomasia. È il piano 2021-27 della Commissione europea a sostegno del settore biologico. L'obiettivo è "ambizioso", come si dice a Bruxelles, ed è un pilastro del Green Deal europeo: espandere la percentuale di aree coltivate con metodo bio in Europa dall'8,5% di oggi al 25% del totale nel 2030. Perché un suolo a biologico ha "circa il 30% di biodiversità in più rispetto ai terreni coltivati convenzionalmente", si legge nel piano.
    Per raggiungere l'obiettivo, "dobbiamo garantire che la domanda stimoli la crescita del settore", dice il commissario Ue all'agricoltura Janusz Wojciechowski. Stare attenti, cioè, a non alterare l'equilibrio che oggi fa dell'agricoltura biologica un'attività che produce meno in quantità ma in media rende di più alle imprese, grazie a un prezzo premium. Abbassare i prezzi al consumo è tra le iniziative suggerite, ma con la leva fiscale e l'Iva ridotta sull'ortofrutta bio, più che col taglio della remunerazione dell'agricoltore. Gli aiuti Pac ci sono ma, anche a pieno potenziale con gli eco-incentivi parte della riforma in discussione, potrebbero non bastare. Allora la Commissione propone di riservare dei fondi per la promozione nei programmi annuali Ue. Già è accaduto quest'anno: 86 milioni su un totale di 183 aiuteranno campagne per prodotti bio e agricoltura sostenibile.
    L'Esecutivo Ue vuole inoltre rafforzare l'aggregazione degli agricoltori con organizzazioni di produttori settoriali, e modificare i criteri minimi obbligatori per gli appalti verdi, con più bio nelle mense di scuole e ospedali. Il 30% dei fondi Ue per la ricerca agricola dovrebbero essere riservati al settore, per trovare alternative all'uso del rame e della plastica nei campi e superare i limiti sulle rese.
    Gli sforzi andranno calibrati secondo la situazione di partenza dei paesi. Austria, Svezia, Estonia, Cechia e Italia hanno percentuali di superfici bio che vanno dal 15 al 25%.
    Olanda, Polonia, Bulgaria e Romania sono al di sotto del 4%.
    Senza "collaborazione a livello Ue, nazionale e locale", ricorda Wojciechowski, il target del 25% è utopia.
    Il piano "va attuato dagli Stati attraverso i piani strategici nazionali della Pac", commenta Eduardo Cuoco di Ifoam Europa. Anabio, l'Associazione per il biologico di Cia-Agricoltori Italiani chiede di rivedere il piano nazionale sul biologico per evitare che l'aumento della domanda faccia crollare i prezzi per gli agricoltori. L'Alleanza delle cooperative saluta con favore misure per incentivare non solo la conversione delle superfici coltivate, ma anche la domanda.
    (ANSA).
   

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