Moavero, dialogo tra parti in Mo è stella polare Italia

Ministro, comprendiamo preoccupazioni Israele su Iran e Libano

29 January, 17:43

    (di Massimo Lomonaco) GERUSALEMME- "La stella polare" dell'azione italiana nell'intricato scacchiere mediorientale è quella del "dialogo tra parti, al quale ci vincola la nostra Costituzione". Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi in visita in Israele, e domani nei Territori Palestinesi, lo ribadisce più volte facendo con i giornalisti italiani il punto della situazione dopo gli incontri di oggi con il premier Benyamin Netanyahu e il presidente Reuven Rivlin.

    "La guerra non può essere il metodo in cui - ha insistito - si risolvono le controversie. Capisco che sia difficile farlo ma non impossibile come dimostra la capacità degli stati europei con 70 anni di pace". Il ministro tuttavia non ignora le apprensioni espresse sia da Netanyahu sia da Rivlin su due temi di fondo: Iran e gli Hezbollah in Libano. "Da Paese amico - dice - l'Italia prende molto sul serio queste preoccupazioni. Capiamo che la loro sensibilità sia ancora più viva di chi sta più lontano come noi. La via di soluzione dei conflitti - aggiunge - è il dialogo. Poi bisogna essere come minimo in due e in uno scacchiere complesso come questo anche di più". L'accordo sul nucleare con Teheran resta comunque "un punto importante per agevolare il clima di dialogo ed evitare situazioni peggiori. Naturalmente va seguito e, in primis sull'Iran. Ci ritroviamo sulla posizione della Ue".

    Lo stesso sul Libano e sui tunnel di Hezbollah. "La presenza dell'Unifil, a guida italiana - sottolinea il ministro - è fondamentale e ha il compito di agevolare un processo verso una situazione più stabile". Ad una domanda se l'Italia possa intervenire a livello di governo libanese come ha fatto la Francia, Moavero ha riproposto la via del dialogo aggiungendo che "tutto quello che può essere fatto in questa direzione, l'Italia lo farà". Infine la rivendicazione delle relazioni diplomatiche di 70 anni tra Israele e Italia che sono "profonde nel quadro strategico, in quello economico, nell'interscambio, nelle tecnologie, nell'istruzione, e nella cultura. E a questo proposito Moavero ha annunciato che l'Italia presterà al Museo d'Israele a Gerusalemme, dopo il bilaterale tra i due governi, 'La schiava turca' del Parmigianino che ora si trova nella Galleria nazionale di Parma.

    Appena conclusa la conferenza stampa, arriva l'annuncio di Netanyahu che Israele non prolungherà la missione di osservazione e monitoraggio della Tiph (Temporary international presence in Hebron) di cui fa parte l'Italia insieme a Norvegia, Svezia, Svizzera e Turchia. Una decisione che coglie di sorpresa - visti gli incontri di questa mattina - la delegazione italiana e che ora mette fine a un pluriennale lavoro di controllo, generato dagli Accordi di Oslo, finora considerato essenziale nell'intricata situazione di Hebron dove c'e' una minoranza ebraica nella zona H2 e il resto della popolazione palestinese in quella definita H1.

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