Progetto Mediterranea a mostra foto 'tra terra e mare'

Inaugurata oggi a Napoli, proseguirà poi per Roma e Venezia

01 giugno, 11:40

(ANSAmed) - ROMA, 1 GIU - Progetto Mediterranea, la spedizione nautica, culturale e scientifica, in navigazione nel Mediterraneo dal maggio 2014, partecipa, con le immagini di Giuliana Rogano, fotografo ufficiale della spedizione, della quale è anche fondatrice insieme allo scrittore Simone Perotti, all'edizione 2016 di "Mediterraneo Fotografie tra terra e mare", un'esposizione fotografica che si inaugura oggi a Napoli presso l'Archivio di Stato e che proseguirà poi nelle città di Roma e Venezia fino al 20 luglio.

La mostra, a cura dell'Associazione di Promozione Sociale "LoCunto" e per la direzione artistica di Patrizia Varone, prevede l'esposizione di opere selezionate di fotografi dell'area del Mediterraneo, relativamente all'attualità e alla cultura mediterranee. Per l'edizione 2016, due i temi principali da esplorare: la donna e l'attualità del Mediterraneo.

"Ho sempre pensato che fotografare non è fissare un'immagine di ciò che abbiamo di fronte, ma escludere da un'inquadratura ciò che non alberga dentro di noi che guardiamo", ha detto Simone Perotti, scrittore e ideatore del Progetto Mediterranea - "Una fotografia, infatti, non mostra ciò che conosciamo di un luogo, ma ciò che di quel luogo avremmo dovuto vedere. Un fotografo non racconta i posti, ma noi che ci andiamo. Ecco perché le immagini di Giuliana Rogano ci rappresentano: raccontano la nostra appartenenza, i nostri mondi reconditi ed essenziali".

Progetto Mediterranea è presente con due progetti fotografici di Giuliana Rogano, dal titolo: "Il manicomio di Leros" selezionato per il tema Attualità del Mediterraneo e "Lo Hijab nel Mar Nero (Turchia)" per Sguardo di Donne sulle Donne del Mediterraneo.

"Ho scelto lo hijab per raccontare le donne che ho visto nel Mediterraneo in cui sto navigando - spiega Rogano - perché ho notato la cura e l'attenzione con cui questo velo viene indossato e mi sono chiesta se non sia in realtà un segno d'emancipazione, quale scelta personale estetica.

Un'emancipazione femminile quindi che non passa soltanto attraverso il gesto di togliersi il velo, ma anche mediante un indumento che afferma la propria identità. Io sono. Il velo mi rende più bella".

La mostra proseguirà poi a Roma, dal 16 giugno, presso la galleria "Le Artigiane" in Torre Argentina. (ANSAmed).

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