UpM lancia specializzazioni per 80 giovani su Blue Economy

Imprenditorialità e innovazione tecnologica per crescita blu

15 aprile, 17:14

NAPOLI - L'importanza delle industrie marine e marittime continuerà a crescere nell'area del Mediterraneo, in quanto il settore della "Blue Economy" è un importante motore di sviluppo umano ed economico. Tuttavia, il divario tra ciò che l'istruzione offre e le esigenze del mercato del lavoro è sempre accentuato, anche per i continui cambiamenti digitali e climatici. Per questo l'Unione per il Mediterraneo (UpM) ha coinvolto ieri e oggi 80 studenti e giovani provenienti da tutto il bacino mediterraneo che stanno prendendo parte a un programma di formazione online di 2 giorni per superare le carenze di competenze e promuovere l'occupabilità nel settore dell'economia blu. Il programma di formazione fa parte dell'impegno dell'UpM nel promuovere iniziative a sostegno di carriere nei settori della Blue Economy e superare disallineamento tra competenze e richieste specifiche del mercato. Esperti di settore, si legge in una nota dell'Upm, hanno realizzato 5 sessioni che trattano una varietà di argomenti relativi alla Blue Economy nella regione mediterranea: imprenditorialità, strategie di specializzazione intelligente, innovazione tecnologica per una "crescita blu" sostenibile e costruzione di partenariati.

Le industrie marine e marittime sono settori in crescita nell'economia mediterranea, ma richiedono nuove conoscenze, competenze e innovazione per esprimere il loro pieno potenziale economico. Il settore della Blue Economy è cambiato e si è diversificato radicalmente nell'ultimo decennio, passando dalle classiche navi di acciaio alla costruzione di modelli più complessi e avanzati. Attualmente è uno dei settori a più alta intensità di ricerca in Europa, visto che il 9% del suo Pil è investito in ricerca e sviluppo.

Una sessione è stata dedicata alla presentazione delle buone pratiche adottate da 4 progetti sostenuti dall'UpM: BlueSkills per sviluppare nuovi curricula e aumentare l'occupabilità nei settori marino e marittimo attraverso programmi di istruzione superiore e borse di studio per ricercatori; HOMERe, che si rivolge a studenti di alto profilo nel loro ultimo anno di studi e, tramite tirocinio, facilita il passaggio da un ambiente scolastico a ruoli lavorativi qualificati; Plastic Busters, progetto che coinvolge enti pubblici e privati ;;per individuare soluzione collaborative per la riduzione di rifiuti di plastica; Co-Evolve4BG, che promuove il turismo costiero e marittimo sostenibile attraverso il co-sviluppo delle attività umane e degli ecosistemi naturali. "Un'economia blu - commenta Itaf Ben Abdallah, consulente dell'UpM per l'istruzione superiore e la ricerca - competitiva, resiliente e socialmente equa ha bisogno di professionisti altamente qualificati. Molti settori della Blue Economy hanno difficoltà a trovare le persone giuste e l'attuale situazione covid-19 ha aumentato ulteriormente le sfide. Per tutti questi motivi, al fine di avvicinare il mondo accademico a quello lavorativo, l'UpM ha recentemente lanciato un'iniziativa volta a rafforzare le opportunità di carriera di studenti, laureati e ricercatori. È necessario che la regione mediterranea utilizzi al meglio il potenziale dell'economia blu, anche per una ripartenza economica".

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