Un drone della Guardia costiera per monitorare balene e delfini

Attivo nel Santuario Pelagos, area protetta tra Francia e Italia

16 giugno, 17:18

ROMA - Per la prima volta in assoluto un drone ad ala fissa di oltre 7,30 m di apertura alare e con un'avanzata sensoristica viene utilizzato per raccogliere dati su cetacei, tartarughe, mobule e squali nel Santuario Pelagos, area marina protetta compresa nel territorio francese, monegasco e italiano. Il mezzo aereo è un Tekever AR5 Evolution, velivolo a pilotaggio remoto che l'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) ha nuovamente messo a disposizione della Guardia costiera italiana per la campagna estiva 2022, questa volta però non solo per consentire un migliore monitoraggio dei traffici marittimi e sorveglianza sul mare, ma anche per monitorare i grandi vertebrati marini nell'area.

Un primo obiettivo del nuovo progetto, denominato 'An eye in the sky' e condotto in collaborazione con l'Istituto di ricerca Tethys, sarà testare le diverse potenzialità di questo velivolo a pilotaggio remoto, che farà base presso il Comando base aeromobili Guardia costiera di Sarzana. Da qui il drone volerà durante le missioni per più di 100 km per raggiungere l'area di studio, un quadrato di circa 40 x 40 km di fronte a Imperia. La zona, che verrà monitorata a partire dalla fine di giugno, si trova nel cuore del Santuario Pelagos, area marina tutelata grazie a un accordo tra Italia, Francia e Principato di Monaco, che ospita tutte le specie di cetacei regolari del Mediterraneo, istituita per la sua importanza strategica e per la salvaguardia di balenottere comuni, capodogli, zifii e diverse specie di delfini.

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