Siccità e desertificazione, da immagini satellite MO peggiora

Aumenta la popolazione e diminuisce fornitura di acqua nell'area

22 giugno, 15:43

NAPOLI - Il Medio Oriente è una delle regioni del Pianeta più vulnerabili nei confronti del cambiamento climatico. Lo illustra il quotidiano 'The National' che riporta immagini dei satelliti militari degli Usa dal 1960 al 1970, mostrando al pubblico un enorme territorio che è cambiato profondamente nel decennio. Uno studio della World Resources Institute nel 2019 svelò che 12 dei 17 Paesi più stressati dalla mancanza di acqua sono nella regione del pianeta, mostrando secondo i parametri usati dall'istituto di ricerca che stanno aumentando "le pressioni stanno aumentando sia per mano dei cittadini che per i cambiamenti dell'ambiente".

Alcuni dei Paesi dell'area, tra cui la Siria, lo Yemen e l'Iraq, stanno vivendo una mancanza di acqua, cambiamenti del clima, conflitti ed errori di gestione dei territori, peggioramento della situazione di siccità e desertificazione. Il problema si congiunge anche con la forte crescita della popolazione dell'area in Paesi non più coinvolti in guerre come la Giordania e l'Arabia Saudita che affrontano nuove sfide per mantenere le proprie certezze sull'acqua. Le immagini fanno riferimento al 1970 quando il Medio Oriente aveva una popolazione di circa 120 milioni di cittadini, mentre le stime del 2020 della Banca Mondiale è di oltre 420 milioni e può arrivare a 700 milioni entro il 205 se continuano gli attuali indici demografici.

Le immagini danno degli esempi di cambiamento del territorio come l'immagine del 1969 di Buraydah, in Arabia Saudita che ospita dal 1964 il Prince Naif bin Abdulaziz International Airport che ha portato poi negli anni a costruzione di nuove cittadine, l'università, e anche dei campi circolari di irragazione, ma negli anni il cambiamento del clima ha portato all'emergere di un territorio arido che ha cambiato oggi le strategie legate all'acqua e a sfidare un futuro di riduzione della fornitura di acqua. Negli anni sono emerse anche in altri Paesi delle strategie di adattamento alla mancanza di acqua, come in Giordania e in Iraq dove le irrigazioni hanno nuove regole per il risparmio e le tariffe di pagamento dell'acqua sono molto salite per frenarne il consumo dalla popolazione al necessario.

Jawad Al Bakri, un professore di agricoltura all'Università di Giordania, ha affermato di recente che una forte riduzione di acqua nel settore agricolo porterà forti danni ai campi, e che nella regione settentrionale del Paese devono essere attivate delle ricerche di pozzi profondi per poter tirare fuori l'acqua necessaria a proseguire l'attività. Problemi sull'acqua che aumentano si registrano anche a Gaza, dove dalle immagini del 1967 a oggi si vede la formazione di grandi aree trasformate in siti agricoli grazie all'uso delle maggiori fonti di acqua della regione. Ma oggi ci sono paure che queste fonti possano esaurirsi, portando la popolazione in un'area desertica. Per combattere la deriva, Gaza ha degli impianti di desalinizzazione dell'acqua di mare che produce acqua per oltre 800.000, abitanti ma consuma anche molta energia nell'era in cui si guarda al sostenibile.

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