Cerealia, festival cultura alimentare parla di Med ed Europa

Anche economia e turismo in decine di eventi in tutta Italia

06 giugno, 18:38

(di Stefano Intreccialagli)

ROMA - Un festival culturale dei Paesi dei Mediterraneo dove i cereali diventano occasione per parlare di cibo, ambiente, economia e arte per celebrare i 60 anni dei Trattati di Roma. È questa l'anima di "Cerealia. La festa dei cereali. Cerere e il Mediterraneo", il festival italiano su alimentazione e cultura giunto alla settima edizione e presentato oggi allo Spazio Europa di Roma.


Sono oltre 40 gli eventi previsti all'interno dell'iniziativa che dall'8 giugno si estenderà fino a novembre non solo nel Lazio, ma anche in Calabria, Lombardia, Puglia, Sicilia, Sardegna e Toscana. Il festival vede il patrocinio del Parlamento europeo e della Rappresentanza italiana della Commissione europea, insieme a quello del ministero delle Politiche agricole e quello degli Esteri.

Decine le associazioni che parteciperanno da tutta Italia, gli sponsor e i partner tecnici e organizzativi.

"Quest'anno abbiamo voluto dedicare il festival all'Unione europea", ha dichiarato Paola Sarcina, direttore artistico del festival, nel corso della conferenza stampa. "Siamo una manifestazione che lavora a livello interdisciplinare, che parte dal cibo per parlare di cultura, economia, turismo", ha aggiunto parlando ad ANSAmed. "Questo ci permette di mettere in dialogo il mondo della produzione con quello della ricerca scientifica, di chi fa cultura, per farli lavorare insieme e dare una visione a 360 gradi".

Quest'anno al festival, dedicato alla memoria di Silvio Moretti, il cereale "protagonista" è l'orzo, ma il filo conduttore è l'Europa: partendo dal cibo, si parlerà dell'incontro delle diverse culture e delle politiche europee ambientali, alimentari, migratorie.

"Se oggi vogliamo ritrovare il legame con i cittadini, dobbiamo passare attraverso la sinergia di culture", ha sottolineato Vittorio Calaprice della Rappresentanza italiana della Commissione europea. "I cereali sono la base dell'unione culturale dell'Europa".

A Roma saranno quattro le giornate previste, a partire dalla cerimonia inaugurale del festival l'8 giugno in Campidoglio: ci sarà il passaggio di testimone dal Marocco, Paese ospite dell'anno passato, all'Unione europea, insieme a una performance artistica sul mito di Europa. Sul tema delle migrazioni, "i dati delle organizzazioni internazionali ci dicono che le migrazioni climatiche potranno raggiungere in futuro anche 80 milioni di persone, un numero incomparabile con i flussi di oggi", ha sottolineato nel suo intervento Marco Lombardo, consigliere del comune di Bologna e membro della Rete italiana dialogo Euromediterraneo Ride, ente patrocinante del festival. "Dobbiamo investire sulla cooperazione, anche alimentare".

Sicurezza alimentare, lotta ai cambiamenti climatici e migrazione "si tengono insieme", ha sottolineato a margine della conferenza stampa. "Le città devono farsi capofila di un rinnovato interesse sulle politiche euro-mediterranee", e in questo senso "Bologna, come città dell'accoglienza, del cibo, che ospita il G7 dell'ambiente, è molto impegnata su questo fronte". La rete Ride "lavora sulla cooperazione dei Paesi sulle sponde del Mediterraneo". L'obiettivo è che "le politiche sugli aspetti del dialogo interculturale, economico e delle migrazioni nell'area del Mediterraneo diventino oggetto di approfondimenti".

Eventi culturali, performance artistiche, tavole rotonde, incontri con studenti e ricerche. "Un'iniziativa come questa, rivolta alla sensibilizzazione dei consumatori sui valori fondamentali della conservazione del territorio e della sostenibilità, è importante", ha spiegato a margine il ministro plenipotenziario Enrico Granara, coordinatore per gli Affari Multilaterali nell'Area Euro-Mediterranea e nel Golfo del ministero degli Esteri. "La nostra idea - ha aggiunto concludendo la presentazione Enrico Molinaro, direttore della Ride e presidente di Prospettive mediterranee - è di istituzionalizzare e stabilizzare questo festival", per renderlo "fiore all'occhiello del nostro Paese".

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