'Pazar//Shuk', un viaggio nei mercati di Istanbul e Tel Aviv

Esce libro fotografico di Italo Rondinella e Kornelia Binicewicz

28 giugno, 14:13

(ANSA) - ISTANBUL, 28 GIU - Due mondi apparentemente lontani, Istanbul e Tel Aviv, si incontrano ogni giorno nell'autentica cultura dei mercati alimentari che animano la vita e le strade di queste due città. Inizia da qui il viaggio di "Pazar//Shuk", volume fotografico di Kornelia Binicewicz e Italo Rondinella - appena pubblicato dalla casa editrice turca Paper Street & Co. - che indaga punti in comune e divergenze tra Turchia e Israele nella cultura dei mercati, ben radicata in entrambi i Paesi.

Gli scatti del fotoreporter italiano Rondinella portano il lettore a osservare di nascosto, per poi immergersi, l'atmosfera quasi intima che si respira durante gli incontri di venditori e acquirenti tra i banchi dei mercati, luoghi che, in modo diverso, dettano il ritmo della vita quotidiana in Turchia e Israele. "A Istanbul il mercato rappresenta l'identità del quartiere dove si trova, è legato alle persone che vivono in quella zona ed esprime la fotografia demografica di quel luogo specifico, che si tratti di zone dove vivono in maggioranza curdi o turchi benestanti e laici oppure conservatori" spiuega all'ANSA Binicewicz, antropologa polacca che vive a Istanbul dove cura progetti musicali. "In Turchia il mercato soddisfa le necessità legate alla spesa quotidiana, nella maggior parte dei casi in relazione alla donna che poi a casa cucina. Anche in Israele una volta era così ma ora i mercati sono luoghi diversi, i quartieri dove si trovano sono diventati gentrificati e sono sempre meno i banchi che semplicemente vendono prodotti alimentari e sempre più gli stand dove vengono cucinati piatti tipici. Si tratta di un fenomeno degli ultimi 10 anni che ha cambiato anche il pubblico, ora nei mercati di Tel Aviv si trovano soprattutto giovani hipster e appassionati di cibo".

I testi curati da Binicewicz raccolgono le storie di venditori, clienti e ristoratori che nei mercati acquistano gli ingredienti per i loro piatti. Attraverso i loro racconti, i personaggi portano il lettore a contatto con una tradizione culinaria che affonda le proprie radici nell'impero ottomano, quartieri di Istanbul dove si può ancora incontrare la cultura della minoranza armena e greco-ortodossa o un mercato del pesce di Tel Aviv gestito da un israeliano insieme a un pescatore palestinese. Il libro diventa in questo modo una sorta di guida non convenzionale delle due città dove si possono trovare anche ricette di piatti tipici firmate dai ristoratori intervistati.

Il titolo prende forma dal modo in cui i mercati sono conosciuti a Istanbul e Tel Aviv: "pazar" per la Turchia, dal persiano "bazaar", e "shuk" in Israele, parente dell'arabo "souk".

Il progetto è stato commissionato dal Consolato israeliano di Istanbul e viene pubblicato - in inglese, turco ed ebraico - nel contesto del processo di normalizzazione dei rapporti diplomatici tra Turchia e Israele recentemente inaugurato a livello ufficiale. (ANSA).

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