Archeologia, il punto sulle missioni italiane in Israele

Convegno Tel Aviv-Acri su risultati scavi e relazioni tra Paesi

05 settembre, 13:41

La spada medievale ritrovata nelle acque di Haifa nel 2021 La spada medievale ritrovata nelle acque di Haifa nel 2021

(di Massimo Lomonaco)

TEL AVIV - E' il primo evento del genere organizzato e punta ad incrementare l'attività archeologica italiana in Israele nell'ottica di un maggiore approfondimento delle relazioni nel campo tra i due Paesi. Organizzato dall'Ambasciata d'Italia in collaborazione con 'Israel Antiquities Authority' (IAA) e il sostegno della 'Tel Aviv University', il 'Simposio delle Missioni Archeologiche Italiane in Israele' si svolgerà domani 6 e dopodomani rispettivamente a Tel Aviv e Acri. Intitolato 'Italia e Israele: rotte, scambi, collegamenti', ha come obiettivo - ha sottolineato l'ambasciatore Sergio Barbanti - "di far conoscere gli importanti risultati raggiunti dalle missioni archeologiche italiane in Israele e dai loro partner locali, promuovendo nel contempo la reciproca conoscenza tra gli operatori del settore, nuove partnership e studiando possibilità per più intense forme di collaborazione".

Nella prima giornata, al Dipartimento di Archeologia della Tel Aviv University, i Capi delle Missioni archeologiche Cristina Lemorini ('Sapienza', Roma), Cecilia Luschi (Firenze) e Fabrizio Benente (Genova) illustreranno con i partner locali i risultati delle campagne di scavo, rispettivamente a Revadim, Qesem Cave e Jajuilia, ad Ashkelon e ad Acri. Nella seconda giornata ad Acri, nella Cittadella Crociata, il medievista italiano Franco Cardini inquadrerà le relazioni storiche tra Italia e Israele. A seguire, importanti accademici dei due Paesi indagheranno le profonde connessioni tra Italia e Israele a partire dalle rotte tra Mediterraneo orientale e occidentale, i network tecnologici dell'agricoltura, la presenza francescana in Terra Santa e l'architettura romana a Gerusalemme.

Si annuncia di grande importanza - hanno sottolineato gli organizzatori - il panel sull'archeologia subacquea che ospita collaborazioni italo-israeliane a sfondo tecnologico e la prima relazione sui risultati delle analisi su "una spada medievale ritrovata nelle acque" di Haifa nel 2021. Chiuderà il seminario un'intervista di Elisabetta Boaretto, direttrice del Centro Kimmel ai giovani ricercatori italiani nel Paese. Da segnalare anche la ricostruzione di una cena bizantina e una visita-lezione ai 'luoghi italiani' di Acri, tra i quali la Chiesa di Sant'Andrea e San Giovanni Battista, nonché all'Istituto di restauro 'Città di Roma' di Acri, danneggiato nel maggio 2021. "I motivi che legano l'Italia e la terra d'Israele sono antichi e complessi. Le relazioni - ha detto Cardini - hanno seguito lo svolgersi delle vicende medio-orientali e il succedersi delle genti in questa terra, scrivendo avvincenti capitoli di un ipotetico 'romanzo del Mediterraneo' fino alla contemporaneità". "Italia e Israele - ha osservato Gideon Avni della IAA - stanno lavorando insieme per migliorare la collaborazione nel settore archeologia sotto diversi aspetti: missioni, tecnologia, istruzione e formazione.

Ci aspettiamo risultati importanti da questa azione comune nel prossimo futuro".(ANSAmed).

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