Crisi: Istat,oltre un quarto italiani rischio poverta'

Nel 2011 e' il 28,4% in pericolo, in crescita rispetto a 2010

10 dicembre, 15:36

(ANSAmed) - ROMA, 10 DIC - Oltre un quarto degli italiani e' a rischio poverta' o esclusione sociale. Lo afferma l'Istat nel rapporto 'Reddito e condizioni di vita', precisando che nel 2011 il 28,4% delle persone residenti e' a rischio poverta' o esclusione sociale, in crescita di 2,6 punti percentuali rispetto al 2010. L'aumento delle persone a rischio, spiega l'Istat, e' determinato dall'aumento della quota di persone a rischio di poverta' (dal 18,2% al 19,6%) e di quelle che soffrono di severa deprivazione (dal 6,9% all'11,1%). Dopo l'aumento osservato tra il 2009 e il 2010, resta invece sostanzialmente stabile (10,5%) la quota di persone che vivono in famiglie a bassa intensita' di lavoro.

Il rischio di poverta' o esclusione sociale e' piu' elevato rispetto a quello medio europeo (24,2%), soprattutto per la componente della severa deprivazione (11,1% contro una media dell'8,8%) e del rischio di poverta' (19,6% contro 16,9%).

I valori piu' elevati di rischio poverta' o esclusione sociale si registrano tra i residenti del Mezzogiorno (46,2%), tra i componenti delle famiglie numerose (40,1%), monoreddito (46,6%) e di quelle con tre o piu' figli (41,7%), soprattutto se minori (46%).

In particolare, aumentano rispetto al 2010 gli individui che vivono in famiglie che dichiarano di non potersi permettere, nell'anno, una settimana di ferie lontano da casa (dal 39,8% al 46,6%), che non hanno potuto riscaldare adeguatamente l'abitazione (dall'11,2% al 17,9%), che non riescono a sostenere spese impreviste di 800 euro (dal 33,3% al 38,5%) o che, se volessero, non potrebbero permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni (dal 6,7% al 12,3%).

A livello geografico, il 19,4% delle persone residenti nel Mezzogiorno e' gravemente deprivato (valore piu' che doppio rispetto al Centro, 7,5%, e triplo rispetto al Nord, 6,4%). Nel Sud l'8,5% delle persone senza alcun sintomo di deprivazione nel 2010 diventa gravemente deprivato nel 2011, contro appena l'1,7% nel Nord e il 3% nel Centro. (ANSAmed).

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