Siria: libro 'La Conchiglia' spiega radici conflitto

Col romanzo di Khalifa Castelvecchi inaugura nuova collana 'Med'

03 marzo, 14:11

(ANSAmed) ROMA, 3 MAR - Una 'conchiglia' per capire le radici profonde della guerra civile che da tre anni sta lacerando la Siria. E' 'La Conchiglia' del siriano Mustafa Khalifa, romanzo d'ispirazione fortemente autobiografica che racconta l'odissea del giovane Musa, arrestato dai servizi segreti siriani e detenuto per tredici anni nella 'prigione del deserto', nei pressi di Palmira, dove migliaia di detenuti esposti a violenze continue cercano di sopravvivere.

Il libro è una sorta di diario frammentario, in cui si conoscono le date delle vicende, ma non gli anni: è il tempo alterato della prigione, in cui, all'improvviso, scopri che sono trascorsi tredici anni. L'orrore è totale: sadismo, violenza. Così, per salvaguardare la propria umanità, Musa costruisce attorno a sé un guscio protettivo, una 'conchiglia', appunto.

"Il punto è proprio la dignità dell'uomo", spiega il professor Franco Rizzi, curatore di 'Diwan', la nuova collana di Castelvecchi Editore dedicata al Mediterraneo e inaugurata proprio con il romanzo di Khalifa. "Accanto ai torturatori c'è anche chi non si piega, chi si fa custode dell'umanità e della dignità. Un po' quello che ha fatto anche Primo Levi".

Oltre al valore delle testimonianza, 'La Conchiglia' ha anche il pregio, prezioso, di aiutare a capire la genealogia di quanto accade oggi in Siria: e questo malgrado sia stato scritto otto anni fa. Il protagonista viene arrestato a causa di una battuta di argomento politico: uno frase di troppo raccolta dalle orecchie sempre tese di zelanti informatori, che determina la sua condanna senza processo. Questo sistema di oppressione estrema, l'onnipresenza delle spie, la brutalità riservata a chi viene anche solo sospettato di non essere un sostenitore sfegatato del regime contribuiscono a spiegare la rivoluzione contro Bashar Assad.

"E soprattutto - afferma Khalifa - perché non ci può essere ritorno alla situazione precedente". "Di fronte all'orrore dei morti che si accumulano in Siria, alle fosse comuni, saltano alla mente di siriani e osservatori alcune domande. La prima è terminologica: che significato hanno le parole dignità, umanità, diritto, civiltà, comunità internazionale?". E proprio alla comunità internazionale è rivolta la seconda domanda, che è anche un appello: "Faccia qualcosa: è suo dovere difendere i civili nei conflitti. Perché questo silenzio tombale?".

(ANSAmed).

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