Terrorismo: Ue, ala militare Hezbollah inclusa in lista nera

Ma per ministro Bonino dialogo deve continuare, Libano fragile

22 luglio, 20:14

Un sostenitore di Hezbollah sventola la bandiera del movimento con quella dell'Iran Un sostenitore di Hezbollah sventola la bandiera del movimento con quella dell'Iran

(ANSAMED) - BRUXELLES - I ministri degli Affari Esteri Ue hanno raggiunto un accordo per l'iscrizione dell'ala militare dell'Hezbollah libanese nella lista nera del terrorismo. E' previsto il mantenimento di aiuti finanziari e umanitari. E' quanto emerge da fonti diplomatiche.

Nel corso della discussione, durata circa un'ora, due terzi dei ministri presenti sono intervenuti. Tra questi Gran Bretagna, Francia, Germania, Paesi Bassi e Portogallo assolutamente a favore. Dubbi sono invece emersi dagli interventi di Paesi come Italia, Irlanda, Malta e Finlandia.

"Un provvedimento necessario e saggio che manda un messaggio di determinazione alle organizzazioni terroristiche e agli Stati che nei propri territori garantiscono loro protezione". Questo il commento del Capo dello Stato israeliano Shimon Peres alla decisione dell'Ue di includere l'ala militare di Hezbollah nella lista delle organizzazioni terroristiche. Inclusione che però, si apprende da fonti diplomatiche, prevede anche una clausola di revisione entro sei mesi.

La ministra israeliana per la giustizia, Tzipi Livni (che coordina anche le trattative di pace con i palestinesi), si è felicitata per la decisione di inserire nella 'lista nera' dell'Ue l'ala militare degli Hezbollah libanesi. In un comunicato la Livni rileva che "finalmente, dopo anni di dibattiti e di titubanze, è giustamente fallito il tentativo di argomentare che l'attività politica degli Hezbollah 'sdoganerebbe' quella terroristica". Di diverso avviso l'ex ministro degli Esteri Avigdor Lieberman. "Come al solito gli europei si accontentano di fare la strada a metà, adottando una decisione parziale e insoddisfacente". "L'ala politica e quella militare - rileva - sono due volti della stessa moneta: Hassan Nasrallah guida entrambe". "Il tentativo di distinguere fra una corrente 'estrema' ed una 'moderata' - a suo parere - è come chiedersi se un cannibale possa anche essere vegetariano".

Reazioni anche dal Libano. Secondo il ministo degli esteri Adnan Mansur, citato dalla tv di Hebzollah Al Manar, l'Unione Europea ha subito "forti pressioni" per decidere l'inclusione nella lista nera, senza tuttavia precisare a quali Stati si riferisca.

L'Italia, da parte sua, è giunta a Bruxelles con l'idea di "non bloccare l'unità" europea sul tema, nonostante le riserve, è quanto emerge da fonti diplomatiche. Importante viene comunque ritenuto il mantenimento degli aiuti finanziari, umanitari e del dialogo politico col partito sciita, punti che sono stati inseriti nell'accordo.

Non è un segreto per nessuno che negli ultimi tre consigli sul Medio Oriente le divisioni erano state notevoli, quindi in qualche modo è prevalso il senso di trovare un'unione di intenti, almeno a partire dal principio che attentati terroristici sul suolo europeo non possono passare senza reazione". Lo ha detto il ministro Emma Bonino, lasciando il consiglio Affari esteri dell'Ue.  "Sono situazioni complesse, in cui delle divergenze di analisi non sono da escludere a priori. Ma c'era oggi un sentimento comune che dobbiamo recuperare, quello della collegialità nelle decisioni, e della comunanza di intenti". "

L'inserimento della dichiarazione che prevede una continuazione di un dialogo politico e finanziario con tutti è una cosa importante - ha aggiunto Bonino - perché noi rimaniamo con le nostre preoccupazioni per quanto riguarda le fragilità del Libano, in cui Hezbollah sarà parte del problema ma è anche parte del governo".
"Quindi è chiaro che dobbiamo garantirci che la stessa decisione venga ben intesa e ben interpretata e il dialogo continui - conclude il ministro -. Di tutto abbiamo bisogno meno che di una over-reaction da parte di Hezbollah e un'ulteriore fragilizzazione di quel Paese".

Rimane comunque la preoccupazione per la situazione particolarmente complessa del Libano, che è per l'Italia un Paese importante, in cui siamo da tempo impegnati anche con il nostro contingente in UNIFIL - aggiunge una nota della Farnesina -. La Dichiarazione adottata dal Consiglio e dalla Commissione fa stato della determinazione a proseguire i contatti politici, incluso Hezbollah, e le azioni di sostegno economico, con tutti gli attori del Paese. Questo è certamente il caso dell'Italia". (ANSAmed).

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