Serbia-Croazia: nessun ritiro accuse reciproche genocidio

Ministro esteri Pusic a Belgrado,passato non condizioni presente

24 febbraio, 19:27

(ANSAmed) - BELGRADO, 24 FEB - Serbia e Croazia non ritireranno le rispettive accuse di genocidio presentate alla Corte internazionale di giustizia dell'Aja, ma sono d'accordo nel ritenere che questo problema riguardi esclusivamente il passato e non debba condizionare in negativo i rapporti attuali tra i due Paesi. ''Un mese di udienze non sara' certo una cosa piacevole, ma oggi ci siamo trovati d'accordo sul fatto che qualunque sara' la decisione dei giudici essa si riferira' a eventi del passato e non sara' parte della politica attuale", ha detto oggi a Belgrado il ministro degli esteri e vicepremier croato Vesna Pusic, in una conferenza stampa congiunta con il vicepremier serbo Aleksandar Vucic.

La Corte internazionale di giustizia dell'Aja avviera' il 3 marzo prossimo e per un mese intero una serie di udienze per dibattere le accuse reciproche di genocidio presentate negli anni scorsi l'una contro l'altra da Serbia e Croazia. La dispita si riferisce al conflitto armato che oppose i due Paesi fra il 1991 e il 1995, nel pieno della disgregazione sanguinosa della ex Jugoslavia, con un bilancio di oltre 20 mila morti e centinaia di migliaia di profughi.

"La cosa peggiore sarebbe se le udienze all'Aja dovessero avere ripercussioni sui rapporti politici attuali" fra i nostri Paesi, ha aggiunto Pusic sottolineando che la Croazia in nessun modo ostacolera' per questo il cammino europeo della Serbia.

Vucic ha espresso l'auspicio che Zagabria fara' di tutto per garantire i diritti della minoranza serba in Croazia, cosi' come la Serbia fa con la minoranza croata. "E' impossibile che in Serbia qualcuno danneggi o distrugga insegne e tabelle con scritte in latino, e spero che le iscrizioni in cirillico vengano trattate allo stesso modo in Croazia", ha detto Vucic con riferimento ai nazionalisti di Vukovar (citta' martire della guerra d'indipendenza con il 35% di popolazione serba) che continuano ad abbattere tabelle in cirillico, imposte dalla legge croata sul bilinguismo. (ANSAmed)
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