Giura il nuovo governo Fatah-Hamas. L'ira di Israele

'Anp sarà da oggi responsabile per ogni razzo da Gaza'

02 giugno, 19:41

Il giuramento del governo palestinese Il giuramento del governo palestinese

(di Massimo Lomonaco) (ANSAmed) - RAMALLAH-GERUSALEMME, 2 GIU - Nuovo governo, nuovo scontro: i rapporti tra palestinesi e israeliani sembrano oggi aver segnato un nuovo peggioramento. Poco prima che a Ramallah, nel palazzo presidenziale della Muqata, il nuovo governo di unità nazionale, nato dalla riconciliazione tra Fatah e Hamas, giurasse davanti al presidente palestinese Abu Mazen, da Gerusalemme il premier Benyamin Netanyahu ha condannato il fatto, esortando la comunità internazionale, e l'Ue in particolare, a prenderne le distanze. Poi ha convocato il Gabinetto di sicurezza per i primi provvedimenti di contrasto. Fatto sta che da oggi, il nuovo esecutivo palestinese - capeggiato dall'attuale premier dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Rami Hamdallah - sembra mettere fine ad una storica divisione nel campo palestinese. Ed Hamas da Gaza, felicitandosi per l'evento, ha sottolineato che quello di Hamdallah "è il governo dell'intero popolo palestinese". "Oggi - ha detto Abu Mazen nel suo discorso dopo il giuramento - annunciamo la fine della divisione palestinese che ha grandemente danneggiato la nostra causa nazionale". Poi, dopo aver chiarito che "è interesse" dei palestinesi "avere un governo di unità nazionale", ha ribadito che esso ha il sostegno della comunità internazionale. Per questo ha riaffermato che la nuova amministrazione si atterrà alle linee previste dal Quartetto: riconoscimento di Israele, rifiuto della violenza e mantenimento di tutti gli attuali accordi. Da Gaza il capo dell'esecutivo uscente di Hamas, Ismail Haniyeh, nel suo discorso di congedo, ha tuttavia avvertito che "rimane un esercito composto dalle Brigate Ezzedin al-Qassam (Hamas). La resistenza è in condizioni eccellenti: ha deterrente ed è capace di difendere il popolo".

Un discorso certo non sfuggito ad Israele, tanto che il Gabinetto di sicurezza ha sottolineato che "riterrà l'Autorità nazionale palestinese responsabile per ogni razzo sparato da Gaza". Poi ha deciso di astenersi da "ogni negoziato con il nuovo governo palestinese", dando al premier Netanyahu ampia mandato "per approntare ulteriori sanzioni" nei confronti dell'Anp stesso. Del resto in mattinata Netanyahu - con il quale si è schierata la destra del paese - aveva già tuonato che "il terrorismo islamico risolleva la testa in Europa e la manifestazione più recente è stato l'omicidio disgustoso nel Museo ebraico di Bruxelles". "E' per me incomprensibile - ha proseguito - come gli stessi governi che condannano duramente quell'omicidio, si esprimono invece in forma sfumata e perfino con amicizia verso il governo di unità palestinese con Hamas, che è un'organizzazione terroristica che conduce ed elogia quegli stessi crimini".

Il nuovo governo palestinese è composto da 17 ministri, tutti definite indipendenti con cinque di loro (tra cui quello della Giustizia) che vengono da Gaza. Tre di loro sono donne: Rula Maaya, responsabile del turismo; Khawla Shakhshir, ministro dell'educazione e Haifa al-Agha, a capo del ministero per gli affari femminili. Alla guida della diplomazia palestinese resta Riad al-Malki, nome eccellente sul quale si erano appuntati alcuni dissensi, poi superati, da parte di Hamas. Il premier Hamdallah assume anche la responsabilità del ministero degli interni. Per quanto riguarda il ministero dei prigionieri - per il quale Hamas spingeva - la soluzione trovata al momento - come annunciato a Ramallah - sembra sia stata quella di indicare per ora un responsabile della presidenza del consiglio, in attesa che l'Olp metta in campo una struttura dedicata. (ANSAmed).

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