Migranti: Austria verso stop richieste asilo e respingimenti

Si lavora a norme di 'emergenza', critiche da Unhcr e Amnesty

07 settembre, 18:55

(ANSAmed) - BOLZANO, 7 SET - Il governo austriaco ha raggiunto un accordo sul cosiddetto 'provvedimento d'emergenza' che prevede, tra l'altro, un sostanziale stop alle richieste di asilo, respingimenti in "paesi sicuri" e fino a 2.200 soldati per controllare i propri confini.

La 'Notverordnung' avrà una durate di sei mesi ma potrà essere prolungata tre volte, informa Der Standard. Non è ancora chiaro - scrive il giornale - se entrerà in vigore quando sarà raggiunto il tetto delle 37.500 richieste di asilo o prima. L'intesa è stata raggiunta dopo lunghe trattative tra socialdemocratici (Spö) e popolari (Övp). Una volta entrata in vigore la nuova norma, richieste di asilo al confine saranno possibili solo in casi eccezionali (come il rischio di torture nel paese di provenienza oppure la presenza di parenti in Austria) e se il richiedente viene trovato su territorio nazionale e la via della sua fuga verso l'Austria non potrà più essere ricostruita. In tutto gli altri casi i migranti saranno respinti verso "paesi confinanti sicuri".

Il provvedimento d'emergenza elenca dettagliatamente tutte le peculiarità e rischi di una migrazione illimitata: si va dalla pubblica sicurezza al sistema sanitario, dalla disoccupazione al sistema scolastico.

Solo quest'anno i costi aggiuntivi per i richiedenti asilo ammonta a due miliardi di euro, cita il testo Der Standard.

Inoltre, si evidenza che in Libia un milione di persone attende un passaggio verso l'Europa, mentre dalla Siria sono fuggite 5 milioni di persone e i potenziali profughi afgani sono quasi 1,5 milioni. La Notverordnung è molto articolata, evidentemente per anticipare eventuali contestazioni a livello europeo ed internazionale.

L'iter istituzionale del provvedimento d'emergenza durerà ancora circa quattro settimane. L'effettiva entrata in vigore è invece ancora incerta. Il cancelliere Christian Kern vuole attendere il raggiungimento del tetto di 37.500 richieste di asilo, che l'Austria ha stabilito per il 2016. "Il provvedimento d'emergenza rappresenterebbe la rottura di un tabù e l'abbandono del principio di protezione dei profughi", ha detto Christoph Pinter, rappresentante dell'Unhcr in Austria.

L'Unhcr teme che "altri paesi europei possano seguire l'esempio e che persone in fuga da guerre e persecuzioni sempre più difficilmente troveranno protezione in Europa". Amnesty International inoltre teme "una nuova Idomeni a Nickelsdorf", in riferimento al valico austro-ungherese. "Questo provvedimento - afferma il segretario generale austriaco di Amnesty, Heinz Patzelt - non significa 'non possiamo' ma 'non vogliamo'. De facto viene abolito il diritto di asilo". Critiche arrivano anche dall'associazione Medici senza frontiere, che accusa l'Austria di spingere le persone in fuga "nella mani dei trafficanti". (ANSAmed).

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