Tunisia: Ong contro tortura lancia campagna 'Fino a quando?'

Per rompere definitivamente ciclo impunità

20 gennaio, 10:34

TUNISI - La filiale tunisina dell'Organizzazione mondiale contro la tortura (Omct) ha lanciato la campagna 'Ila mata?' (Fino a quando?) in occasione del decimo anniversario della rivoluzione.

L'iniziativa, che mira a sensibilizzare cittadini e leader tunisini sull'importanza di rompere il ciclo dell'impunità, è partita con il lancio di un videoclip interpretato da Hatem Karoui e Fatma Sfar, la creazione di tre murales vicino all'ex prigione del 'regime' - la famigerata '9 Avril' - e un invito pubblico rivolto alle Ong tunisine per l'elaborazione di progetti per contrastare la violenza istituzionale a livello locale.

"Sono passati dieci anni - si legge in una nota dell'Omct - da quando il regime di Ben Ali è stato rovesciato, con forze rivoluzionarie che chiedevano lo sradicamento della tortura e dell'impunità che da tempo affliggono il Paese". "A differenza di altri Paesi della regione, in cui le aspirazioni rivoluzionarie sono state violentemente represse, la Tunisia è riuscita a dare impulso alla sua transizione democratica, attraverso libere elezioni, libertà di parola, una nuova Costituzione e l'avvio di un processo di giustizia di transizione, dimostrando un chiaro desiderio di rompere con il passato, con la tortura e altre pratiche inique".

"Ma nonostante tutti questi progressi - afferma l'Omct -, la violenza istituzionale persiste e così l'impunità che ostacola l'ancora fragile Stato di diritto. La Tunisia oggi è testimone di una serie di iniziative legislative e dichiarazioni politiche che riflettono l'ascesa di forze reazionarie, con scarso interesse a promuovere e rispettare i diritti e le libertà fondamentali, compresa la giustizia per le vittime di gravi violazioni dei diritti umani. Anche il perseguimento della giustizia di transizione incontra costantemente ostacoli, o semplicemente viene messo in discussione. Ci sono stati molteplici tentativi nell'Assemblea nazionale di abbandonare la giustizia per le vittime dei precedenti regimi introducendo una riconciliazione pseudo-totale. Questo può davvero essere considerato come un tradimento dello spirito della rivoluzione e suscita una seria preoccupazione per il ritorno alle vecchie pratiche del passato regime".

"La giustizia ordinaria deve anche confrontarsi con i suoi stessi ostacoli, tra i quali la lentezza procedurale, la mancanza di mezzi e volontà da parte di giudici e pubblici ministeri, gli ostacoli posti dalle forze esecutive, le rappresaglie contro le vittime e un arsenale legale oggettivamente inadeguato. Sebbene vi sia indubbiamente un aumento significativo dei procedimenti legali, finora non è stata pronunciata alcuna condanna per tortura", lamenta l'Omct.

"E' fondamentale ricordare che lo Stato di diritto è l'unico baluardo contro l'autoritarismo. Scosso da decenni di regime autoritario, il popolo tunisino ha dovuto fare molti sacrifici per instaurare lo stato di diritto. Piantando i semi dieci anni fa, il popolo tunisino oggi merita di vedere fiorire la sua democrazia", conclude il comunicato. La campagna "Ila mata?", spiega infine l'Omct, si svolge in sinergia con le iniziative dei cittadini e della società civile che chiedono un dibattito nazionale sulla lotta contro la tortura e la promozione dei diritti umani.

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