Tennis: Ons Jabeur a Wimbledon fa sognare la Tunisia

Media le dedicano gioco di parole: 'Onstoppable'

06 luglio, 11:59

La tunisina Ons Jabeur a Wimledon durante il match vinto contro la polacca Iga Swiatek La tunisina Ons Jabeur a Wimledon durante il match vinto contro la polacca Iga Swiatek

TUNISI - "Onstoppable", una vittoria strepitosa. Così Wimbledon sul sul sito, in un gioco di parole fra l'inglese 'unstoppable' e il suo nome, omaggia la sorprendete tunisina Ons Jabeur, prima tennista del mondo arabo ad arrivare ai quarti di finale a Wimbledon, dopo aver sconfitto la polacca Iga Swiatek.

Ons, 26 anni, mette un po' di buonumore nei cuori dei tunisini, che stanno vivendo una difficile crisi sanitaria. "Ons Jabeur si unisce al club dei grandi", titolava qualche giorno fa il quotidiano in lingua araba Alchourouk, portando il tennis in prima pagina, un evento raro in un paese dove il calcio la fa da padrone. "Abbiamo il nostro fornitore ufficiale di felicità, l'unica che ci aiuta a dimenticare le nostrecupe notizie in Tunisia: bravo @Ons_Jabeur", riassume la giornalista Marwen Ben Mustapha su Twitter, dove compare il tag "#Onstoppable", gioco di parole sul suo nome e la parola inglese unstoppable. L'ex ministro del Turismo Armal Karboul l'ha ringraziata per essere stata "un'ispirazione per tutti noi", e Fadhel Moussa, sindaco indipendente di Ariana, vicino a Tunisi, ha salutato una Ons Jabbeur "mozzafiato".

Anche il presidente del parlamento e leader del partito islamico Ennhadha, Rached Ghannouchi, l'ha omaggiata sui suoi profili social facendole gli auguri e pubblicando una sua foto che la ritrae in un gesto di esultanza.

Nel gennaio 2020 Ons è diventata la prima rappresentante del mondo arabo a raggiungere i quarti di finale di un torneo del Grande Slam in Australia; prima di Wimbledon ha vinto il torneo di Birmingham, il primo nel circuito Wta per una giocatrice nordafricana. Anche se i tunisini seguono poco il tennis.

Originaria di Hammam Sousse, quartiere vicino alla nota città balneare, ha iniziato a giocare a tennis all'età di tre anni, allenandosi in un circolo che forniva attrezzature per i campi da tennis degli alberghi vicini, disputando partite contro i ragazzi per mancanza di "avversarie femmine". A 12 anni, il suo approdo alla scuola sportiva di El Menzah a Tunisi.

"Abbiamo notato subito un'eccezionale disinvoltura dei suoi gesti tecnici", ricorda l'ex direttore tecnico della Federazione, tunisina di tennis Hichem Riani. "Era molto vivace, dinamica, simpatica e socievole, le piaceva molto l'umorismo".

Nel 2011, nel bel mezzo della rivoluzione tunisina, Jabeur, 16 anni, si era fatta un nome vincendo il torneo juniores al Roland Garros. Anche se ha lasciato la Tunisia a 16 anni, è però qui che torna regolarmente a prepararsi, con l'allenatore tunisino Issam Jalleli, e il marito e preparatore atletico Karim Kamoun, ex fiorettista.

"Ci fa dimenticare cosa sta succedendo qui e credere in noi stessi", ha detto all'Afp Borhan Ben Slimane, allenatore di tennis a Tunisi e consulente tecnico. "Il messaggio 'è che la Tunisia può avere campioni negli sport individuali, troppo spesso trascurati", ha detto.

"Dopo il nuotatore Oussama Mellouli (doppio campione olimpico di nuoto), questa è un'altra impresa incoraggiante". E al di là del tennis tunisino, è tutto il tennis del mondo arabo che mette le ali. "In Iraq, dove ho lavorato quest'anno, è molto conosciuta, gli appassionati di tennis la seguono da vicino", sottolinea Ben Slimane.

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