Life4MedECA per un Mediterraneo a 'basse emissioni'

Al Cnr risultati misure di qualità dell'aria di alcuni porti

07 ottobre, 16:24

Il porto di Algeri Il porto di Algeri

ROMA - Sono stati illustrati in anteprima oggi a Roma, presso la sede centrale del Cnr, i risultati delle misure di qualità dell'aria di alcuni porti mediterranei effettuate nell'ambito del progetto Life4MedECA, iniziativa che riguarda il negoziato Med Eca, in corso tra 22 governi del Mediterraneo per valutare gli effetti di norme ambientali più stringenti per il trasporto marittimo. E' la cosiddetta zona Eca (Emission Control Area) al cui interno devono essere utilizzati combustibili con basso tenore di zolfo per ridurre polveri sottili ed emissioni.

Promossa nel 2019 dall'Italia in qualità di Paese ospite del COP21 della Convenzione di Barcellona, la decisione finale circa la Med Eca verrà presa il prossimo 7 dicembre durante la Cop22 in Turchia. Come spiega una nota, per comprendere quali saranno gli effetti sul sistema di trasporto mediterraneo e sulla salute dei cittadini e dell'ambiente, la Commissione europea e i Ministeri dell'Ambiente italiano, spagnolo, olandese e francese hanno affidato al team Life4MedECA una serie di approfondimenti, la misura della qualità dell'aria nei porti mediterranei ed il confronto con le analoghe misure effettuate nel 2015 nel Nord Europa. Effettuate dall'1 al 6 ottobre in Italia, le rilevazioni proseguiranno il 25 ottobre a Malta, per poi approdare nei Paesi non europei nel corso del 2022.

Dal 2015 sono già Eca il Nord Europa e l'America del Nord.

L'impatto della Eca nel Baltico ha avuto il merito di abbattere le emissioni di zolfo tra il 50% e il 60% ottenendo così una forte riduzione delle malattie polmonari, producendo risparmi doppi rispetto al maggior costo del combustibile a basso tenore di zolfo. L'esperienza baltica fa ben sperare, ma il Mediterraneo è un'area molto più vasta: 3 continenti e 22 Paesi coinvolti, il 13% del traffico marittimo mondiale. "Per poter curare con efficacia il malato - ha commentato Emilio Campana, direttore del Dipartimento Diitet del Cnr - è necessario innanzitutto conoscerne lo stato di salute, usando le stesse tecniche di indagine usate con chi è già guarito". "E' per questo motivo che Life4MedECA - sottolinea Antonella Querci dell'Adsp Mar Tirreno settentrionale e coordinatrice del progetto - è stato incaricato di effettuare gli approfondimenti necessari per stimare impatti, stabilire come aiutare chi sosterrà l'onere finanziario della transizione ed identificare le tecnologie su cui investire per rendere l'onere trascurabile".

Alcuni dei risultati sono già disponibili, a cominciare dall'impatto del maggior costo del combustibile sui consumatori, pari a meno dello 0,1%, del valore della merce, una frazione trascurabile dell'aumento dovuto al recente rincaro dei noli delle navi portacontainer dovuto al Covid. E c'è chi è già in regola, come i pescatori che già usano il gasolio agricolo (a bassissimo contenuto di zolfo, ben minore di quanto richieda l'Eca).

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