Bosnia: Ue, spinte secessioniste fonte di preoccupazione

Alto rappresentante, prospettiva di un nuovo conflitto è 'reale'

03 novembre, 15:29

(ANSAmed) - BRUXELLES, 3 NOV - La situazione in Bosnia-Erzegovina, dove si rafforzano di giorno in giorno spinte secessioniste, "è fonte di grande preoccupazione per l'Ue". Lo ha detto Peter Stano, portavoce dell'Alto rappresentante per gli Affari esteri, Josep Borrell. Stano ha ricordato che la settimana scorsa si è svolta una "serie di attività politiche" con la visita della direttrice per l'Europa e l'Asia centrale presso il Servizio europeo per l'azione esterna, Angelina Eichhorst, e dell'inviato americano, Matthew Palmer, "per cercare di trovare una soluzione alla crisi".

"La missione Althea è importante per la stabilità" del Paese, ha aggiunto Stano, spiegando che l'Ue sta seguendo "la discussione prevista in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite" in cui si deciderà del rinnovo del mandato della missione europea. "Non sta a noi commentare queste discussioni - ha proseguito - ma ci aspettiamo che il mandato venga prolungato". La sessione del Consiglio di sicurezza dell'Onu era originariamente prevista per martedì, ma è stata rinviata a oggi nella speranza di raggiungere un accordo con la Russia. Secondo i media locali e internazionali, Mosca, che non riconosce la legittimità dell'Alto rappresentante per la Bosnia-Erzegovina come 'il guardiano degli accordi di pace', ha minacciato di porre il veto alla risoluzione sul rinnovo del mandato della missione a meno che non vengano rimossi dal testo tutti i riferimenti all'Alto rappresentante in Bosnia.

Schmidt, nel suo ultimo rapporto all'Onu ha avvertito di un "imminente pericolo di spaccatura" del Paese e della prospettiva "molto reale" di un ritorno al conflitto. Molti media internazionali hanno pubblicato parti del rapporto di Schmidt al Consiglio di sicurezza dell'Onu in cui si afferma che la Bosnia vive la minaccia della disgregazione e nuovi conflitti a causa dei "separatisti serbi". La minaccia diretta alla stabilità del Paese balcanico è rappresentata, si dice nel rapporto, dal leader serbo bosniaco Milorad Dodik che invoca la secessione della Repubblika Srpska (Rs, entità a maggioranza serba di Bosnia) da Sarajevo e che nel rapporto su 34 pagine viene nominato 61 volte. Le autorità della Rs, con a capo il principale partito politico, Snsd (Lega dei socialdemocratici indipendenti) e il membro della Presidenza tripartita bosniaca, minacciano non solo la pace ma la stabilità del Paese e anche della Regione. Se la comunità internazionale a questo non risponde, ciò potrebbe portare all'annullamento dell'Accordo di pace, scrive l'Alto rappresentante, che mise fine alla guerra in Bosnia (1992-95).(ANSAmed).

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