Il Consiglio Ue accetta la candidatura della Bosnia

'Michel, 'ma prima Commissione produca rapporto'

24 giugno, 10:50

(ANSAmed) - BRUXELLES, 24 GIU - "Il Consiglio europeo è pronto a prendere in considerazione lo status di Paese candidato della Bosnia dopo che la Commissione avrà presentato un suo rapporto". Lo ha detto il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel.

Nelle conclusioni del vertice di giovedì sera, che ha proposto di accettare la candidatura all'Unione europea di Ucraina e Moldavia, si legge che il Consiglio è pronto a riconoscere lo status di Ue della Bosnia-Erzegovina e a questo proposito invita la Commissione a riportare "senza indugio" sull'attuazione "delle 14 priorità" illustrate nella sua opinione con "un'attenzione speciale a quelle misure fondamentali che permettono al Consiglio di riunirsi per decidere la questione". Cioè, il Consiglio si dice pronto ad esaminare sì la candidatura, ma dopo un rapporto della Commissione sull'attuazione delle riforme da parte di Sarajevo.

La discussione vera però è come, quanto e in che forma investire sul futuro, questione che si salda con la proposta avanzata da Emmanuel Macron di creare una "comunità politica europea" non alternativa al processo di allargamento, ma che possa accomodare in pieno tutto lo spirito europeo.

Ma al Consiglio è scoppiato lo psicodramma dei Balcani occidentali: nessun risultato tangibile, per loro, dal vertice con i 27 leader a causa dei veti incrociati. "È una brutta pagina", ha tagliato corto l'alto rappresentante per la politica estera Ue Josep Borrell. E dunque si discute a oltranza, per garantire comunque una prospettiva ai vicini più vicini. Come l'Albania e la Nord Macedonia che, dopo anni di riforme, non riescono a ottenere l'apertura dei negoziati per l'adesione a causa del blocco della Bulgaria, che sbarra la strada a Skopje per questioni identitarie. "È una vergogna che un Paese Nato, la Bulgaria, tenga in ostaggio altri due Paesi Nato, la Nord Macedonia e l'Albania, nel pieno di una guerra nel nostro cortile di casa e che altri 26 membri dell'Ue restino fermi e impotenti", ha dichiarato il premier albanese, Edi Rama.

(ANSAmed).

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