Crisi: Grecia, sciopero generale, tornano scontri ad Atene

Migliaia in piazza contro nuovi tagli.Domani vertice maggioranza

26 settembre, 17:59

(di Patrizio Nissirio e Demetrios Manolitsakis) (ANSAmed) - ATENE/ROMA 26 SETT - Giornata ad alta tensione, con qualche momento di violenza, ad Atene e nelle maggiori città della Grecia per lo sciopero generale indetto dai sindacati, che ha paralizzato il Paese e portato in piazza decine di migliaia di persone per un'ennesima, rabbiosa protesta per un nuovo pacchetto di misure di austerità. Un insieme di duri tagli e riforme che sembra ormai in dirittura d'arrivo: domani il premier Antonis Samaras vedrà gli alleati di governo per cercare il via libera al pacchetto, che vale 11,5 miliardi di euro, necessario per ottenere la vitale tranche di prestito da 31,5 miliardi. Senza quei soldi, Atene rischia la bancarotta e una possibile uscita dall'euro.

Ma al di là degli slogan urlati dai circa 50.000 dimostranti contro la troika - Ue, Fmi e Bce, i cui rappresentanti devono approvare le misure prima di rilasciare il prestito - e contro il governo (era il primo sciopero generale da quando è in carica l'esecutivo guidato dal premier conservatore), la giornata di protesta ha di nuovo offerto scene divenute familiari in questi anni in Grecia e in particolare a piazza Syntagma. C'è stato il lancio di molotov da parte di gruppi di incappucciati, quindi cariche della polizia, manganellate e lancio di gas lacrimogeni.

Gli scontri sono avvenuti quando la marcia indetta dai sindacati Gsee e Adedy e separatamente dal sindacato comunista Pame, si era già conclusa. Non ci sono stati feriti e la situazione è tornata dopo poco alla calma. Lo sciopero ha paralizzato ogni attività economica del Paese.

Scuole e uffici pubblici serrati, navi rimaste attraccate ai porti, trasporti attivi solo per portare i dimostranti al centro di Atene. Ma nonostante la protesta - è stata la più grande manifestazione di piazza nella capitale da quella del maggio 2011 - anticipazioni di stampa fanno sapere che il pacchetto dei tagli messo a punto dal ministro delle Finanze Yianni Stournaras sarebbe già stato approvato dal premier, Antonis Samaras e dovrebbe ora passare al vaglio dei leader dei partiti che sostengono il governo (socialisti e sinistra democratica).

Secondo un annuncio del Megaro Maximou, il Palazzo sede del governo, si incontreranno domani mattina proprio per questo. Le misure dovrebbero includere un innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni e nuovi tagli ai già martoriati stipendi nel settore pubblico e alle pensioni.

"Le nuove insopportabili e dolorose misure non devono passare. Questa politica è senza sbocco e distrugge lo stato sociale", ha detto il presidente dell' Adedy, Costas Tsikrikas.

Alle manifestazioni di Atene oltre ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, erano presenti anche diversi politici.

Alexis Tsipras, il leader di Syriza, il partito di sinistra radicale greco, che come aveva preannunciato il suo partito, si è unito ai manifestanti, ha lanciato un duro attacco contro il governo di Antonis Samaras. "Ora, ha detto Tsipras, la parola passa alla società, visto che il governo di coalizione guidato da Samaras, non è in grado di difendere gli interessi elementari della società greca, e in più ammette e controfirma le inumane misure che conducono la società all'olocausto. La Grecia - ha aggiunto Tsipras - non potrà essere trasformata in un enorme cimitero sociale". Intanto, fonti vicine ai sindacati fanno sapere che le manifestazioni contro il piano del governo continueranno probabilmente con un nuovo sciopero generale all' inizio di ottobre. La tensione in Grecia non è destinata a scendere in tempi brevi. (ANSAmed).

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