Reporter israeliano 'si infiltra' a Mecca, proteste sul web

Dopo apertura diplomatica un servizio tv inasprisce animi

19 luglio, 13:56

(ANSAmed) - TEL AVIV, 19 LUG - Sulla scia di una recente apertura dell'Arabia Saudita verso Israele, un reporter della televisione commerciale israeliana Canale 13 è entrato di nascosto alla Mecca e ha registrato un servizio dal monte Arafat. Ieri, dopo la trasmissione di quelle immagini, sul web sono giunte dall'Arabia Saudita reazioni molto negative.

Nel suo servizio il giornalista Gil Tamari ha ricordato che "la Mecca è una città sacra all'Islam e l'ingresso è vietato ai non musulmani". Ha anche ripreso un cartellone stradale che, alla periferia della città, indica un percorso alternativo per i non musulmani. Tuttavia il suo conducente ha proseguito nel flusso principale del traffico, superando un posto di blocco della polizia. "Sono il primo giornalista israeliano a trasmettere da qua, e perfino in ebraico", ha esclamato Tamari.

Fra le prime reazioni di irritazione giunte dall'Arabia Saudita c'è quella del blogger Muhammad Saud, che pure mantiene contatti regolari con giornalisti israeliani. "Cari colleghi - ha scritto Saud -, Tamari ha filmato senza pudore. E' come se io fossi entrato in una sinagoga e avessi letto la Torah. Vergogna.

Avete offeso l'Islam, siete sfacciati". Canale 13 non ha ancora commentato la vicenda.(ANSAmed).

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