Per Usa 'possibile' un accordo tra Libano e Israele sul gas

Monta tensione fra Hezbollah e Stato ebraico su uso giacimenti

23 agosto, 12:19

(ANSAmed) - BEIRUT, 23 AGO - Gli Stati Uniti giudicano "possibile" un accordo tra Libano e Israele per la demarcazione della frontiera marittima e la conseguente spartizione delle risorse energetiche a largo delle coste dei due Paesi mediorientali, formalmente in stato di belligeranza dalla loro nascita come Stati indipendenti più di 70 anni fa.

Lo scrivono stamani i media di Beirut citando il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Ned Price. Gli Stati Uniti mediano da 12 anni i negoziati, prima indiretti e poi diretti, tra le parti.

Nelle ultime ore il vice presidente del parlamento libanese Elias Abu Saab si è intrattenuto in un "lungo" colloquio telefonico col mediatore americano Amos Hochstein per discutere degli ultimi sviluppi del negoziato. Hochstein si è recato nelle ultime settimane in Libano e Israele per cercare di avvicinare le parti.

"Accogliamo con favore l'apertura delle parti a raggiungere una decisione finale che possa portare più stabilità, sicurezza e prosperità al Libano, così come a Israele e alla regione", ha aggiunto Price, affermando che una "risoluzione è possibile". Il portavoce ha smentito che il mediatore Hochstein torni a breve in Medio Oriente ma ha assicurato che gli Stati Uniti restano "impegnati a facilitare i negoziati tra Libano e Israele per raggiungere una decisione sulla delimitazione del confine marittimo".

Le dichiarazioni del rappresentante statunitense giungono in un momento di inasprimento della tensione retorica tra il movimento armato libanese filo-iraniano Hezbollah e Israele, proprio sullo sfondo del tema della controversia energetica.

Qualsiasi "progresso verso una risoluzione può essere raggiunto solo attraverso negoziati tra i due governi" libanese e israeliano, ha affermato Price durante una conferenza stampa citata dai media di Beirut.

Hezbollah continua a minacciare l'azione armata contro le installazioni petrolifere israeliane a largo delle coste di Israele, ma rivendicate in parte dal Libano. E' previsto che da queste installazioni cominci a settembre prossimo l'estrazione di gas naturale. Per Hezbollah, se non si raggiunge un accordo prima dell'inizio delle operazioni estrattive, il movimento filo-iraniano condurrà un'azione militare. Dal canto suo il ministro della difesa israeliano, Benny Gantz, aveva ieri affermato che un eventuale attacco contro le strutture petrolifere causerebbe "diversi giorni di scontri" armati. (ANSAmed).

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