L'otium romano raccontato nel nuovo museo di Stabia

Franceschini: progetto inseguito da decenni da studiosi

25 settembre, 13:16

(ANSAmed) - NAPOLI, 25 SET - Un percorso nella vita quotidiana delle ville romane che caratterizzarono la storia dell'area vesuviana intorno a Napoli, dove i patrizi amavano trascorrere lunghi periodi di vacanza e otium. E' questo il tratto caratterizzante del Museo archeologico di Castellammare di Stabia, inaugurato oggi nella Reggia di Quisisana, a Castellammare di Stabia.

"Il nuovo Museo Archeologico di Castellammare di Stabia - ha commentato il ministro per i beni culturali Dario Franceschini - e' un progetto inseguito da decenni da studiosi e appassionati che oggi finalmente si concretizza anche grazie all'accordo di valorizzazione della Reggia di Quisisana, firmato lo scorso anno tra il Comune di Castellamare e il Parco Archeologico di Pompei.

Sono felice che dopo la rinascita del sito archeologico di Pompei e i successi del sito archeologico di Ercolano anche la terza città sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. riveda la luce nell'ex Antiquarium stabiano".

Il racconto della vita romana porta il visitatore nelle ville romane d'otium, lussuose residenze finalizzate al riposo, del corpo e dello spirito, dalle attività e dagli affari, e nelle ville rustiche, simili nella concezione alle moderne fattorie, che erano in posizione panoramica con vista sul Golfo di Napoli.

Numerosi i reperti in mostra, alcuni mai esposti prima in Italia, tra affreschi, pavimenti in opus sectile, stucchi, sculture, terrecotte, vasellame da mensa, oggetti in bronzo e in ferro, in parte già ospitati nell'Antiquarium stabiano, allestito nel centro cittadino da Libero d'Orsi, l'archeologo che riprese la ricerca dei reperti di Stabia e a cui è intitolato il museo. Il percorso espositivo si propone di offrire un quadro complessivo di Stabiae e dell'Ager Stabianus dall'età arcaica sino all'eruzione del 79 d.C. Le prime sale sono dedicate alla storia della Reggia di Quisisana e alle ricerche archeologiche, poi spazio alla Stabiae preromana, illustrata da materiali votivi riferibili al culto di una divinità femminile, e da corredi funerari di una necropoli arcaica. Il periodo romano, fino al 79 d.C., è invece ricostruito attraverso un criterio espositivo cronologico e topografico, con alcuni approfondimenti tematici. (ANSAmed).

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