Kosovo: inviato Usa, la Comunità dei serbi va creata

Escobar, accordi vanno rispettati. Prossima missione in regione

28 gennaio, 15:21

(ANSAmed) - BELGRADO, 28 GEN - L'inviato Usa per i Balcani occidentali Gabriel Escobar ha detto di ritenere che sia Belgrado che Pristina debbano dare attuazione agli accordi già raggiunti. Il governo kosovaro si è impegnato a formare la Comunità delle municipalità serbe in Kosovo, e tale impegno va rispettato - ha detto Escobar citato dai media regionali. Allo stesso modo, ha aggiunto, Pristina deve rispettare la sentenza della Corte costituzionale del Kosovo del 2016, riconoscendo la legittimità dell'appartenenza al complesso monasteriale serbo-ortodosso di Visoki Decani dei 24 ettari di terreni nelle sue vicinanze. Si tratta di due dei tanti punti controversi che restano nel contenzioso tra Belgrado e Pristina, e che impediscono di fare passi avanti nel dialogo facilitato dalla Ue. Un negoziato al quale negli ultimi tempi gli Stati Uniti mostrano sempre più di voler dare il proprio contributo.

Belgrado ritiene imprescindibile per la prosecuzione del dialogo la creazione della Comunità delle municipalità serbe, prevista dall'ampio accordo raggiunto dalle parti a Bruxelles nell'aprile 2013. Ma Pristina si rifiuta di dare attuazione a tale organismo ritenendolo contrario alla costituzione kosovara, che vieta la creazione in Kosovo di entità monoetniche. Per il premier Albin Kurti, si tratterebbe di riproporre in Kosovo una nuova 'Republika Srpska' sul modello dell'entità a maggioranza serba della Bosnia-Erzegovina. Anche la disputa sui terreni intorno al monastero serbo-ortodosso di Visoki Decani non ha ancora trovato soluzione, nonostante i ripetuti appelli a Pristina da parte della comunità internazionale. L'inviato americano Escobar - che sarà nei prossimi giorni in missione a Pristina e a Belgrado unitamente al mediatore Ue Miroslav Lajcak - si è detto al tempo stesso favorevole a dare la possibilità ai serbi del Kosovo di votare nelle elezioni e consultazioni che si tengono in Serbia. Possibilità questa che è stata loro negata in occasione del referendum sulla riforma della giustizia svoltosi in Serbia il 16 gennaio scorso. Una decisione che ha suscitato la dura protesta di Belgrado, e che rischia di avere conseguenze più serie con possibili incidenti e scontri se il divieto di votare dovesse essere confermato nelle elezioni serbe - parlamentari e presidenziali insieme - del 3 aprile prossimo.(ANSAmed).

© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati