Migranti: Libano espelle profughi siriani respinti da Cipro

Il 'rimpatrio forzato' denunciato da associazioni diritti umani

07 giugno, 10:55

(ANSAMed) - BEIRUT, 7 GIU - Le autorità libanesi hanno espulso 15 profughi siriani, compresi donne e minori, tra cui un gruppo di persone che aveva tentato nei giorni scorsi di raggiungere le coste di Cipro, ma che era stato respinto dalle stesse autorità cipriote. Lo riferiscono oggi media libanesi, segnalando le denunce delle associazioni libanesi dei diritti umani, secondo cui il rimpatriato forzato dei profughi siriani, fuggiti dal Paese in guerra dove gruppi armati e milizie commettono violazioni nei confronti dei civili, è una flagrante violazione del principio di protezione internazionale.

Il Libano non ha mai firmato la Convenzione di Ginevra sui rifugiati. E dal 2011 ospita più di un milione di profughi siriani in un territorio esteso quanto l'Abruzzo e la cui popolazione, prima dello scoppio della guerra in Siria dieci anni, fa contava meno di 4 milioni di persone. Dopo anni di tolleranza nei confronti dei profughi siriani, privati però dei loro fondamentali diritti in Libano, le autorità di Beirut hanno cominciato i rimpatri forzati nel 2019, con una interruzione nel 2020 a causa della chiusura delle frontiere dovuta alla pandemia. Nelle ultime settimane, riferiscono le associazioni per i diritti umani, sono riprese le deportazioni. Le autorità libanesi e quelle cipriote hanno negli ultimi mesi raggiunto un maggior livello di coordinamento in quello che definiscono "il contrasto all'immigrazione clandestina". Dal Libano, che si trova da quasi due anni ad affrontare la sua peggiore crisi economica degli ultimi 30 anni, non sono solo i siriani a fuggire verso Cipro, ma anche moltissimi libanesi sempre più impoveriti. (ANSAmed).

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