Libano: proteste popolari, banche chiuse, sciopero tassisti

Oggi delegazione Fmi visita Beirut

19 settembre, 11:49

(ANSAmed) - BEIRUT, 19 SET - Proteste popolari nel nord con scontri e blocchi stradali, banche chiuse dopo gli assalti dei risparmiatori, sciopero dei tassisti: la crisi economico-sociale in cui si avvita da anni il Libano conosce un nuovo picco con l'inizxio di questa settimana.

Blocchi stradali, cortei e sit-in sono in corso in varie zone del nord del Libano e del suo capoluogo, Tripoli, all'ombra del continuo deterioramento della condizione socio-economica nel contesto della peggiore crisi finanziaria del Libano.

Manifestanti hanno interrotto la circolazione a Beddawi, a nord di Beirut, e nella remota regione nord-orientale di Wadi Khaled al confine con la Siria. Già venerdì scorso Tripoli era stata sconvolta da proteste. Ed è esplosa ancher la violenza: negli ultimi 10 giorni Tripoli e tutto il nord sono stati colpiti da un'ondata di uccisioni.

Oggi e per i prossimi due giorni in tutto il Péaese le filiali delle banche rimangono chiuse, dopo che la settimana scorsa sette diversi istituti di credito sono stati presi d'assalto da risparmiatori rimasti, come quasi tutti i correntisti in Libano, da tre anni privati dell'accesso ai loro fondi in valuta straniera nell'ambito del default finanziario.

L'Associazione delle banche del Libano (Abl) ha confermato stamani che la chiusura di tutte le filiali sul territorio nazionale è necessaria per approntare le misure di sicurezza supplementari.

Infine nel Paese dei cedri sono in sciopero i tassisti della compagnia internazionale Uber per chiedere un adeguamento delle tariffe alla luce del continuo aumento dei prezzi del carburante.

In questo contesto oggi a Beirut arriva delegazione del Fondo monetario internazionale (Fmi) mentre il governo uscente del premier Najib Miqati fatica a portare avanti l'agenda legislativa per soddisfare le richieste dello stesso Fmi e necessarie per sbloccare i tanto attesi aiuti economici internazionali al Libano in default economico.

Nei mesi scorsi era stato raggiunto un accordo preliminare tra il Fmi e il governo di Beirut. Perché questo accordo possa essere completato e il Fondo possa cominciare a erogare gli aiuti economici l'attuale classe politica libanese, da più parti indicata come responsabile del fallimento del Paese, è chiamata a modificare in maniera strutturale il sistema bancario e amministrativo.

La lira libanese in meno di tre anni ha perso più del 95% del suo valore: nel 2019 un dollaro valeva al cambio fisso 1.500 lire ora ne vale quasi 40mila. Gli importatori di carburante pagano la benzina in dollari rivendendola in lire libanesi ai consumatori. Nel paese, secondo l'Onu, più dell'80% della popolazione vive ormai in povertà. E la lira locale ha perso più del 95% del suo valore in meno di tre anni. (ANSAmed).

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