Dopo sette anni torna libero Saadi Gheddafi

Scarcerato nello spirito di una 'riconciliazione nazionale'

06 settembre, 17:02

(ANSAmed) - ROMA, 06 SET - (di Stefano de Paolis) (ANSAmed) - ROMA, 6 SET - Saadi Gheddafi è un uomo libero.

Dopo sette anni di prigione, il figlio terzogenito del defenestrato e poi defunto dittatore di Tripoli Muammar Gheddafi è stato scarcerato ed è subito volato in un altro Paese, a bordo di un aereo privato. Ad annunciarlo è stato il governo di unità nazionale, insediato a marzo sotto l'egida delle Nazioni Unite, sottolineando il suo impegno "a rilasciare tutti i prigionieri secondo le decisioni dei tribunali, senza eccezioni", nello spirito di una "riconciliazione nazionale inclusiva".

Per anni le cronache hanno descritto Saadi come un uomo potente, temuto, invidiato. Hanno raccontato le sue gesta da playboy e poi da calciatore, con apparizioni anche nella seria A italiana con il Perugia, l'Udinese e la Samp. E ancora, come presidente della federazione calcistica libica e capitano della Nazionale del suo Paese, oltre che come azionista di Juventus, Roma e Triestina. Poi, dopo la rivoluzione che nel febbraio 2011 ha spodestato suo padre Muammar, rimasto detentore in Libia di un potere quasi assoluto per oltre quarant'anni, è stata raccontata la sua fuga rocambolesca, l'esilio in Niger, l'estradizione e dal 2014 la prigionia, l'umiliazione e la tortura. In un video diffuso nel 2015 Saadi appare con una benda sugli occhi, mentre viene schiaffeggiato e torturato. I suoi piedi vengono infilati in una sorta di cavalletto ed un uomo barbuto inizia a picchiarne le piante con un bastone.

In prigione Saadi, che oggi ha 47 anni, c'era finito con l'accusa di essere responsabile dell'omicidio nel 2005 di un ex allenatore della squadra di calcio Al-Ittihad di Tripoli, Bachir Rayani. Al processo, nel 2018, la Corte d'appello di Tripoli lo ha assolto, ma lui è rimasto comunque dietro le sbarre. Doveva anche essere processato per il suo presunto coinvolgimento nella tanto sanguinosa quanto vana repressione della rivolta che ha posto fine al regime del padre. Non è chiaro se tali accuse siano state ora ritirate. In ogni caso, oggi è riuscito ad andar via dalla Libia. Era libero di rimanere nel Paese o andarsene, ma secondo fonti dei media libici è volato immediatamente a Istanbul, facendo prima scalo al Cairo per ricongiungersi con sua madre, Safia Ferkash.

"Non possiamo andare avanti senza raggiungere la riconciliazione o stabilire uno Stato senza ottenere giustizia, far rispettare la legge, rispettare il principio della separazione dei poteri e seguire le procedure e le sentenze giudiziarie. Su queste basi oggi è stato rilasciato il cittadino Saadi Gheddafi, in attuazione del suo ordine di scarcerazione emesso dalla Procura" tre anni fa, ha scritto su Twitter il primo ministro libico Abdul Hamid Dbeibeh. Evidentemente, si tratta di un passo significativo sulla travagliata strada delle elezioni presidenziali e legislative che il governo di unità nazionale è chiamato a organizzare per il prossimo dicembre.(ANSAmed).

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