Libia: Msf, evacuare migranti vulnerabili in Paesi sicuri

Appello in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato

20 giugno, 13:44

(ANSAmed) - ROMA, 20 GIU - Medici Senza Frontiere (MSF), nella Giornata mondiale dei Rifugiati, chiede a Europa e Nord America di offrire protezione ai migranti intrappolati in Libia e di accelerare con urgenza l'evacuazione dal Paese dei più vulnerabili, rafforzando i meccanismi già esistenti e aprendo canali alternativi. E pubblica un rapporto dal titolo 'Fuori dalla Libia' che descrive i punti deboli dei meccanismi di protezione esistenti per le persone bloccate in quel Paese.

"Fin dal 2016, con l'avvio dei progetti rivolti ai migranti in Libia, MSF si è trovata più volte di fronte all'impossibilità di proteggerli da abusi e violenze, dentro e fuori i centri di detenzione - afferma la ong - e alla difficoltà di garantire una continuità di cure mediche alle persone con gravi patologie sia fisiche che psicologiche, in particolare le vittime di tortura".

"In Libia la maggior parte dei migranti è vittima di detenzioni arbitrarie, torture e violenze, incluse quelle sessuali", dichiara Claudia Lodesani, responsabile delle operazioni di MSF in Libia. "La loro possibilità di ottenere una protezione fisica e legale è estremamente limitata, per questo la rotta migratoria, spesso mortale, attraverso il Mediterraneo rimane l'unica via di fuga. Crediamo che i paesi sicuri - specialmente nell'Unione Europea, che da anni finanzia la guardia costiera libica e sostiene i respingimenti forzati dei migranti in Libia - abbiano il dovere di facilitare l'evacuazione e la protezione, sul proprio territorio, di queste persone vittime di violenza". "I pochi canali legali verso Paesi sicuri messi a punto da UNHCR e dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) sono lenti e restrittivi.

Possono accedere alla registrazione solo le persone di 9 nazionalità, l'accesso alla registrazione è quasi inesistente al di fuori di Tripoli e nei centri di detenzione e i posti di ricollocamento nei paesi di destinazione sono limitati".

Delle circa 40.000 persone registrate con il programma di ricollocamento dell'UNHCR, solo 1.662 hanno lasciato la Libia lo scorso anno, mentre 3.000 sono partite con il programma di rimpatrio volontario dell'OIM. Circa 600.000 migranti vivono attualmente in Libia.(ANSAmed).

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