Covid: Siria, prime dosi di vaccino arrivate a Idlib

Tramite piattaforma Covax dell'Oms

21 aprile, 16:02

(ANSAmed) - BEIRUT, 21 APR - Nel nord-ovest della Siria sotto influenza turca e controllato da milizie anti-governative arrivano le prime dosi di vaccino tramite l'Onu: lo riferiscono media siriani e panarabi, precisando che circa 50mila dosi di AstraZeneca arrivano oggi nella regione di Idlib tramite convogli dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel quadro del progetto Covax, in sostegno ai paesi in via di sviluppo.

Il convoglio proviene dalla Turchia, paese che da anni di fatto domina l'intera regione settentrionale e che gestisce una serie di gruppi armati, tra cui quelli qaedisti, padroni di gran parte della regione di Idlib. Qui secondo l'Onu sono ammassati circa 4 milioni di civili, con "urgente bisogno umanitario", in larga parte sfollati e provenienti da altre regioni siriane negli anni scorsi gradualmente tornate sotto il controllo formale di Damasco, delle forze iraniane e russe. Nella regione di Idlib sono stati registrati in tutto 21mila casi positivi, con 641 decessi accertati. Ma si tratta di cifre al ribasso a causa della difficoltà di eseguire tamponi e di monitorare l'andamento della curva pandemica in un contesto dove la struttura sanitaria e di governo è di fatto inesistente a causa di 10 anni di guerra.

L'invio di queste prime 50mila dosi di AstraZeneca è il primo arrivo di vaccini in Siria tramite la piattaforma Covax. Le vaccinazioni cominceranno a maggio nella zona di Idlib e, per tre settimane, seguiranno un protocollo definito dall'Onu e basato sul dare la priorità a personale medico, ad anziani e a persone affette da malattie croniche. Anche le aree controllate dal governo e quelle in mano alle forze curdo-siriane nel nord-est attendono l'arrivo delle dosi di vaccino tramite la piattaforma Covax. Damasco aveva avviato lo scorso febbraio le prime vaccinazioni a 2.500 persone, grazie a dosi inviate da un non meglio precisato "paese amico". L'Onu intende far arrivare in tutta la Siria quanti più dosi possibili per poter vaccinare, entro il 2021, almeno il 20% della popolazione.(ANSAmed).

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