Siria: Msf, 3 milioni colpiti da crisi idrica nel nord

'Malattie legate all'acqua aumentate del 47%'

07 ottobre, 14:34

(ANSAmed) - ROMA, 7 OTT - Oltre tre milioni di persone, la maggior parte sfollati interni, hanno accesso limitato all'acqua potabile nel nord della Siria, dove dieci anni di guerra hanno lasciato le infrastrutture idriche e sanitarie al collasso. A lanciare l'allarme è Medici senza Frontiere (Msf).

L'attuale crisi idrica sta causando l'aumento di alcune malattie portate dall'acqua e minando la lotta contro il Covid-19, proprio mentre nel nord-ovest del Paese si assiste a un allarmante aumento dei casi, afferma l'ong, che fornisce servizi idrici e igienici in circa 90 campi nel nord-ovest della Siria, raggiungendo circa 30mila persone sfollate. "Anche se disponibile, a volte l'acqua è contaminata - dichiara Ibrahim Mughlaj, promotore della salute di Msf in Siria nord-occidentale -. All'interno dei campi assistiamo quotidianamente all'impatto che la scarsa qualità dell'acqua ha sulla salute delle persone.

Malattie e altre complicanze come diarrea, epatite, impetigine e scabbia sono all'ordine del giorno. Il limitato accesso all'acqua ostacola gravemente anche le misure igieniche essenziali per la prevenzione e il trattamento del Covid-19".

In tutto il nord della Siria gli attori umanitari stanno provando a rispondere ai bisogni della popolazione, ma l'accesso a servizi idrici e igienico-sanitari resta un grande problema, principalmente a causa della diminuzione dei fondi destinati a queste attività. Gli interventi idrici e di igiene rappresentano attualmente solo il 4% del budget dell'intera risposta umanitaria in Siria, un terzo in meno di quanto era stato speso l'anno scorso per le stesse attività. Nel nord-ovest del Paese la diminuzione dei fondi ha costretto molte organizzazioni a interrompere il trasporto dell'acqua in numerosi campi, come a Deir Hassan dove da maggio 2021 il numero di casi di malattie trasmesse dall'acqua è fortemente cresciuto.

"Tra maggio e giugno, quando alcune di queste attività sono state interrotte, le malattie legate all'acqua sono aumentate del 47%", spiega Teresa Graceffa, coordinatrice medica di Msf in Siria. Anche nel nord-est del paese le persone sono state colpite da malattie legate all'acqua. A questo si aggiunge un aumento dell'insicurezza alimentare e un alto rischio di malnutrizione, dovuti alla scarsa qualità e quantità dell'acqua disponibile. Nel maggio 2021, in un centro di assistenza primaria supportato da Msf a Raqqa, si è assistito a un aumento del 50% dei casi di diarrea rispetto all'anno precedente. Nella primavera del 2021, quando la mancanza dei fondi è diventata evidente, Msf ha deciso di aumentare temporaneamente le attività idriche e sanitarie per coprire i bisogni della popolazione nel nord della Siria. "Abbiamo raddoppiato il nostro intervento nei campi presenti nel governatorato di Idlib", dichiara Ousama Joukhadar, responsabile della logistica dell'ong in Siria. Le attività condotte dalle équipe includono distribuzione di kit igienici, trattamento e trasporto di acqua potabile, raccolta dei rifiuti, gestione di reti idriche e fognarie, costruzione e riabilitazione di latrine e iniziative di promozione della salute.(ANSAmed).

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