Siria: Onu, prorogare meccanismo per aiuti attraverso Turchia

Perché 4 mln profughi nel nord-ovest ricevano ancora assistenza

30 giugno, 14:52

BEIRUT - L'inviato speciale Onu per la Siria, Geir Pedersen, ha invitato il Consiglio di sicurezza a prorogare l'autorizzazione agli aiuti umanitari transfrontalieri attraverso la Turchia e senza l'autorizzazione del governo centrale di Damasco per garantire a più di 4 milioni di siriani, ammassati da anni nel nord-ovest del Paese in condizioni umanitarie precarie, possano continuare a ricevere gli aiuti di sussistenza.

Per Pedersen, è un "imperativo morale" rinnovare il meccanismo "per altri 12 mesi" soprattutto considerando "i crescenti bisogni umanitari di cui i civili hanno un disperato bisogno". Il meccanismo, che scade il prossimo 10 luglio, è in vigore dal 2014, tre anni dopo lo scoppio delle violenze armate in Siria, ed è stato rinnovato periodicamente, ogni anno o ogni 6 mesi, dai membri del Consiglio di sicurezza.

Alla luce della guerra in Ucraina e delle tensioni tra Russia e Paesi occidentali, Pedersen e i vertici delle agenzie umanitarie dell'Onu temono che Mosca si opponga ora con forza al rinnovo del meccanismo dell'Onu. La Russia e la Cina, membri permanenti del Consiglio di sicurezza e stretti alleati del governo siriano, negli ultimi anni hanno concesso il rinnovo per soli 6 mesi, ottenendo la riduzione dei valichi di accesso degli aiuti. Lo scopo di Mosca e Pechino è spingere la comunità occidentale a riconoscere il governo di Bashar al Assad a Damasco come unico interlocutore politico. Il territorio siriano è però solo in parte controllato dalle forze governative, mentre le regioni nord-occidentali sono sotto influenza turca e quelle nord-orientali sono in mano a una coalizione di forze guidate dal Partito dei lavoratori curdi (Pkk) sostenuto dagli Stati Uniti.

Intanto, il rappresentante permanente della Siria presso le Nazioni Unite, Bassam Sabbagh, ha affermato nelle ultime ore che una delle condizioni più importanti perché i milioni di profughi siriani all'estero possano tornare nel martoriato Paese mediterraneo è "la revoca delle ingiustificate sanzioni (occidentali) che uccidono il popolo siriano". Lo si apprende dall'agenzia governativa siriana Sana.

La Siria, Paese in guerra da più di 11 anni, è sottoposta dal 2011 a sanzioni economiche e commerciali da parte dell'Unione Europea e dal 2019 dagli Stati Uniti. Ma le prime sanzioni statunitensi sulla Siria risalgono al 1974, alle quali si erano aggiunti altri pacchetti di misure punitive nel 2004.

Dal 2011 a oggi sono stati circa sei milioni i siriani fuggiti all'estero, mentre nel Paese si contano ancora cinque milioni di sfollati interni.

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